Se gli insegnanti si ribellassero a questo stato di cose, mettendone in evidenza le intrinseche contraddizioni, sarebbe già un gran passo in avanti.

Basterebbe non mettere a disposizione delle scuole le loro connessioni. Basterebbe denunciare la situazione delle loro scuole dove non c’è classe che non sia in DDI con documenti da inviare a stampa e alle istituzioni, basterebbe evidenziare che la DDI non funziona affatto.

Io ho l’impressione che si stia facendo un’opera di occultamento e gli insegnanti involontariamente se ne stiano facendo strumenti inconsapevoli e questo riguarda anche i numeri della pandemia in questo momento, come evidenziato dalla Gabanelli, dove esiste un numero ufficiale dei contagi, che vorrebbero pure occultare ( Sileri e le Regioni) e un numero reale che è di gran lunga maggiore.

Non c’è famiglia oggi in Italia , gruppo parentale e amicale in cui Omicron non sia presente e la scuola putroppo ha solo un effetto amplificatore del contagio.

Per me i sindacati in questo momento devono far venire fuori le contraddizioni che si vivono nelle scuole, in effetti tutto quanto avevo anticipato su SBC fin dal 23 dicembre si sta puntualmente verificando e non perché Libero Tassella è perspicace, ma perché era già scritto nella realtà delle cose e nell’evoluzione del fenomeno, considerando il basso livello di sicurezza delle scuole dove nulla si è fatto, invece ci si è baloccati nella sterile polemica contro la DAD, un lascito dell’Azzolina che si ricorderà pretendeva le scuole aperte in piena pandemia in quanto unico ambiente sicuro, basandosi su studi di comodo. Le stesse cose dette da Draghi e dalla Floridia.

Oggi la situazione è ormai fuori controllo e gli stessi DS arrancano, non riuscendo ad applicare il protocollo stabilito per decreto, mancano persino i dato. Quante classi sono im DAD quante in DID. Il Ministero strategicamente non rivela i dati del contagio nelle scuole dal 22 dicembre ad oggi.

Basterebbe chiudere le scuole, ammettere la sconfitta dei protocolli adottati e continuare in DAD in questa fase.

Si è preferita la “non scuola” una parvenza di scuola aperta per propaganda e non la salute delle cittadine e dei cittadini a una scuola non innpresenza e a una didattica emergenziale in DAD che almeno avrebbe potuto garantire il diritto allo studio.

Per propaganda si è preferito non garantire, come ho detto ieri, né la salute né lo studio, due diritti fondamentali costituzionalmente garantiti.

I partiti sono tutti aperturisti e preoccupati di chi dovranno eleggere al Colle, i sindacati silenti sul piano dell’azione devon invece o agire, i docenti devono dismettere il loro habitus di passività elettiva e ribellarsi insieme agli studenti e ai genitori almeno quelli che non sono negazionisti, ideologicamente contro la DAD, e non considerano la scuola un babyparking.

Libero Tassella SBC

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