Gli aumenti di stipendio del personale della scuola rimangono in alto mare. Domani, alle 15,00, si svolgerà un nuovo incontro all’Aran, ma c’è poco da illudersi. “Siamo giunti al quinto incontro con l’amministrazione – dice Marcello Pacifico, intervistato da Scuola Informa – e stavolta ci si soffermerà anche sulla parte economica. A questo proposito, Anief aveva proposto un contratto ponte, un contratto che desse subito i soldi stanziati in Legge di Bilancio, i ‘famosi’ 107 euro lordi, pari a 75 euro netti, più 3mila euro di arretrati, per fare in modo che da settembre gli stipendi potessero un poco innalzarsi rispetto all’inflazione. Serviva un passo indietro del ministro sulla formazione e sul merito. E il ministro aveva dichiarato che era pronto a firmare il contratto ad agosto, ma anche gli altri sindacati dovevano portare avanti questa linea. Purtroppo questo non è avvenuto. Oggi ci ritroviamo tra l’altro in piena crisi di Governo e non ci sarà nessun rinnovo di contratto questa estate. Servivano nuove risorse, che però in questo difficile momento politico nessuno può garantire”.

Anche a proposito del bonus 200 euro una tantum, Pacifico dice che servono interventi strutturali sugli stipendi, così da rispondere all’inflazione: “Certamente questi piccoli palliativi sono elementi che aiutano le famiglie e i lavoratori con l’inflazione schizzata al 10%. Siamo però concordi sulla necessità che per il personale della scuola servono interventi strutturali, sempre almeno per allineare in particolar modo, col rinnovo del contratto, gli stipendi all’inflazione: per ora esiste un istituto, che è l’indennità di vacanza contrattuale, che aumenta progressivamente gli stipendi fino al 50% dell’aumento dell’inflazione programmata, ma il problema è che è un aumento risibile, che non corrisponde ai bisogni e alla realtà. Il Governo deve trovare non risorse una tantum, ma aggiuntive da collocare in pianta stabile. Come promesso un anno fa, era maggio 2021, nel patto di Palazzo Chigi per risollevare la scuola”.

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