Per il CCNL della scuola non ci saranno risorse aggiuntive nella Legge di Bilancio 2023, dobbiamo essere realisti in questa particolarissima congiuntura le priorità sono altre, quindi secondo SBC, lo stiamo ribadendo da mesi ormai, bisogna chiudere assolutamente il CCNL 19/21 con le risorse messe a disposizione dai governi nella precedente Legislatura. Bisogna farlo al massimo entro la fine dell’anno e non aspettare il 2023.

Alle chiacchiere della campagna elettorale SBC non ha mai dato credito, anche perché nessun partito nel mese di luglio e agosto ha mai detto come avrebbe finanziato gli aumenti che prometteva per carpire il voto degli insegnanti e delle loro famiglie, oltre un milione di elettori capaci di muovere un bacino di 5/6 milioni di voti.

Ora la campagna elettorale è finita, il 25 settembre gli italiani hanno votato, c’è una maggioranza abbastanza solida, c’è un governo che ha ottenuto la maggioranza dei due rami del Parlamento, c’è un nuovo Presidente del consiglio e un nuovo Ministro dell’Istruzione e ora anche del Merito, quindi è ora di chiudere questa partita dopo circa tre anni.

Gli aumenti sono pochi e vergognosi ma devono subito arrivare nelle tasche delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola insieme agli arretrati e a fronte delle poche risorse messe sul tappeto dal Governo bisogna limitare al minimo le variazioni della parte normativa del contratto di lavoro.

Intanto bisogna impostare la lotta contro il grande problema della storica compressione salariale degli insegnanti in Italia in uno scenario economico diverso e prima sconosciuto con un’inflazione che oggi supera il 9% e su questo vanno spronati ovviamente il nuovo Ministro dell’Istruzione e del merito Valditara , il nuovo Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e soprattutto il Mef con Giorgetti, su questo mi auguro ci sia l’impegno da subito dei sindacati maggiormente rappresentativi e dell’opposizione da cui ci aspettiamo un’attenzione politica diversa sulla scuola da parte dei partiti che nella diciottedima legislatura erano al governo ( il M5s di Conte e il PD del/la segretario/a che verrà) , ma soprattutto la questione dovrà essere posta dagli insegnanti stessi che dovranno chiedere atreaverso l’arma della mobilitazione il riconoscimento del loro merito e dei loro meriti che non sono da dimostrare a nessuno o da valutare ma da riconoscere economicamente come avviene da tempo negli altri Paesi europei. Gli insegnanti francesi che hanno uno stipendio ben superiore a quello degli italiani chiedono insieme agli altri lavoratori aumenti stipendiali del 10%.

Il contributo dato dagli insegnanti italiani nella disorganizzazione generale di un Ministero allora retto da incapaci durante la pandemia da Covid Sars 2, i meriti che essi si sono conquistati sul campo assicurando il diritto allo studio a milioni di studentesse e di studenti, non è stato riconosciuto da nessuno, e questa una cosa di per sé vergognosa, come vergognosa è stata la sospensione degli insegnanti che hanno scelto di non vaccinarsi.

Prendiamo gli aumenti e gli arretrati, non lamentiamoci, e iniziamo una lunga stagione di lotta per il riconoscimento dei nostri meriti. Alla piazza virtuale gli insegnanti devono sostituire la piazza reale, quando gli insegnanti in Francia fanno sciopero lo fanno al 70/80%, in Italia il 30 maggio contro il DL 36 e per il rinnovo contrattuale hanno scioperato solo 2 insegnanti su 10.

 

2 pensiero su “SBC: ora il contratto deve essere firmato subito”
  1. Nella scuola, oltre ai docenti, esiste una categoria, chiamata personale ATA, con a capo il suo Direttore dei servizi generali ed Amm.vi, che percepisce stipendi al di sotto di un percettore del RdC.
    Per chi non ne fosse a conoscenza, le scuole vanno avanti, con il lavoro sinergico di questa categoria che, insieme al corpo docenti, costituisce il motore della comunità educante.
    Mi spiace, che in tutti gli articoli dedicati alla scuola, nessun giornalista, esprima un commento in favore del suddetto personale.
    Questo, a mio avviso, rasenta una totale non conoscenza del complesso ed articolato mondo dell’istruzione, da parte di chi scrive articoli sulla scuola come quelli che si leggono.
    Cordiali saluti.

  2. Probabilmente il giornalista non ha mai messo piede in una scuola italiana, altrimenti saprebbe che oltre ai docenti chi muove le fila delle scuole e garantisce il funzionamento amministrativo, assolvendo a migliaia di adempimenti, è il personale Ata, alle dipendenze del Dsga. Quest’ultimo è consiserato, accanto ai Ds, una figura apicale ma purtroppo questo è vero solo a parole, giacchè a fronte di un titolo, di elevata specializzazione e di innumerevoli responsabilità, un dsga percepisce un MISERO STIPENDIO, poco più elevato di un collaboratori scolastico. Si informi!

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