Il Governo proroga per la quarta volta, stavolta al 31 agosto 2024, il mandato della componente elettiva del parlamentino della scuola: il provvedimento è arrivato con una riformulazione dell’articolo 5 che inserisce il comma 3-ter al DL Milleproroghe dopo il lavoro delle commissioni parlamentari. In aula del Senato l’esame e il voto del testo, a partire da oggi. Ufficialmente la motivazione dello slittamento è quella di volere in tal modo allineare la componente nominata con quella elettiva. Per Anief, invece, c’è altro: chi teme di confrontarsi con il parere dei lavoratori della scuola italiana?

“L’ultima elezione – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – risale al 2015. Così facendo si tradiscono le più elementari regole democratiche. La stessa rappresentanza sindacale nelle scuole in otto anni è cambiata. Basti pensare che nel 2015 il sindacato autonomo non era ancora un sindacato rappresentativo. L’Anief aveva chiesto al ministro Valditara, nei primi giorni dello scorso mese gennaio, di pubblicare l’ordinanza: solo che siamo arrivati a metà febbraio e i tempi tecnici per votare entro aprile si sono dileguati. Alla base della proroga vi sono diverse resistenze e di varia natura: basti pensare che né nel decreto legge né in commissione erano stati presentati emendamenti, ma alla fine le pressioni devono essere stati così forti da piegarsi alle circostanze dei tempi ormai impossibili per procedere con le elezioni per l’atteso rinnovo”.

“Resta da chiedere, a questo punto, per quale motivo – continua il presidente Anief – nessuna altra organizzazione sindacale, a parte la nostra, abbia chiesto il rinnovo delle elezioni del nuovo Consiglio superiore della pubblica istruzione. C’è il sospetto anzi che in diversi si siano mossi per ottenere la proroga ‘salva-poltrone’. Ad ogni modo, quella che si è consumata è una palese violazione delle semplici regole democratiche. Anief, che già dal 2021 aveva presentato le proprie liste e candidature prima della sospensione, lo vuole far sapere a tutti”, conclude Pacifico.

DAL DOSSIER DELL’UFFICIO STUDI DEL SENATO

“La durata in carica del CSPI è di 5 anni, a norma dell’art. 3, comma 1, del D.LGS. 233/1999. La proroga qui in commento è l’ultima (la quarta) di una serie piuttosto articolata.

La prima proroga – al 31 agosto 2021 – della componente elettiva del CSPI è stata disposta, per ragioni legate all’emergenza sanitaria, dall’art. 3, comma 2-ter, del D.L. 22/2020 con riferimento alla scadenza naturale dell’organo che sarebbe intervenuta il 31 dicembre 2020: il CSPI è infatti stato costituito con DM n. 980 del 31 dicembre 2015. La lettera h) dell’art. 58, comma 2, del D.L. 73/2021 ha disposto una seconda proroga della componente elettiva dal 31 agosto 2021 al 31 agosto 2022, sempre per ragioni di emergenza sanitaria. Da ultimo, l’art. 47, comma 10, del D.L. 36/2022 ha dilazionato la proroga della componente elettiva al 31 agosto 2023, motivandola, nella relazione tecnica, alla luce dell’esigenza di «dare celere ed efficace attuazione ai provvedimenti necessari per la realizzazione delle misure del PNRR. Infatti, l’attuale scadenza della componente elettiva del CSPI stabilita al 31 agosto 2022 rischia di rallentare le tempistiche per l’adozione dei provvedimenti in materia di istruzione. Inoltre, è importante considerare che l’iter procedurale potrebbe pregiudicare lo svolgimento delle attività inerenti al corretto avvio dell’anno scolastico». La componente non elettiva è stata invece rinnovata con il decreto del ministro dell’istruzione 31 dicembre 2020. In tale contesto, la norma qui in commento è appunto volta a uniformare la durata in carica dei componenti elettivi e non elettivi dell’attuale CSPI, fra i quali si è venuto a creare un disallineamento nella durata del mandato, stabilendola per tutti sino al 31 agosto 2024, in deroga alle disposizioni di cui al D.LGS. 233/1999″.

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