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La vicenda dei concorsi e degli errori presenti nei test degli ultimi concorsi scuola e raccolti da Massimo Arcangeli, docente di linguistica all’Università di Cagliari risale al 2022, si trascina da più di un anno, quando lo stesso Arcangeli nei  mesi successivi al concorso aveva ricevuto e pubblicato sulla sua pagina Facebook diversi errori presenti nelle domande dei concorsi scuola. E all’epoca, secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, lanciò una petizione per chiedere le dimissioni del ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. 

Certo è che di errori, Arcangeli, ne ha raccolti tantissimi. Per l’esattezza ha sempre parlato di oltre migliaia di messaggi e segnalazioni ricevute. Sin dal primo giorno ha dichiarato di essere pronto ad andare fino in fondo alla questione. Noi abbiamo sempre sostenuto e seguito questa battaglia, prendiamo atto che non solo noi, ma anche tutta la stampa ha riportato in più occasioni la vicenda,  pubblicando e rendendo noto gli errori e le continue interlocuzioni avute da Arcangeli con i rappresentanti del precedente e attuale governo. Oggi apprendiamo leggendo l’articolo di Cristina Benenati su La Stampa, che il governo corre ai ripari e risulta essere pronto alla rettifica dei quiz sbagliati.

“Pronti alla rettifica dei quiz sbagliati”, il governo corre ai ripari sugli errori al concorso dei prof

Questo risultato renderà finalmente giustizia a tantissimi insegnanti epurati da un concorso definito dallo stesso Arcangeli, un concorso ammazzaprecari.

Ripercorriamo la vicenda: Il 9 febbraio 2023 con un articolo Arcangeli scrive testuali parole:

Sto terminando di analizzare tutta la documentazione concorsuale che presenteremo a Paola Frassinetti e a Carmela Bucalo. Intanto, sul quesito riguardante Howard Gardner, di fronte alle farneticanti motivazioni presentate a sua difesa dal Ministero dell’Istruzione (in ritardo) presso il Tribunale Amministrativo del Lazio, un insulto all’intelligenza frutto di un maldestro taglia e incolla, il Tar ha chiesto il parere della Sapienza Università di Roma. La notizia di oggi è però un’altra. 

Grazie allo straordinario lavoro di Vincenzina Salvatore una ricorrente ha ottenuto giustizia presso il Consiglio di Stato, che ha accolto in toto il suo appello contro il rigetto dello stesso Tar del Lazio sullo strampalato quesito riguardante la definizione di paesaggio. Ora la docente ricorrente è stata ammessa con riserva alla fase successiva del concorso, e io mi godo con lei e con Vincenzina l’ennesima vittoria in nome della verità, della giustizia e della trasparenza. 

Ad maiora.

“Il 16 marzo scorso il prof. Massimo Arcangeli consegna all’ufficio di Paola Frassinetti, sottosegretaria al Ministero dell’Istruzione e del Merito, la chiavetta USB col dossier sul concorso scolastico ordinario. Da li a breve lo stesso dossier  arriva direttamente nelle mani della senatrice Carmela Bucalo. Ciò che ha prodotto il dossier, dichiara Arcangeli, fra scelte (legislative) a monte e qualità dei quesiti, è il peggior concorso pubblico dell’Italia repubblicana (bandito col Decreto Dipartimentale 499/2020, è stato poi modificato dal Decreto Dipartimentale 23/2021) in fatto di reclutamento scolastico. Intanto, in più occasioni ribadisce con chiarezza, chiunque abbia anche solo una minima esperienza d’insegnamento sa benissimo che l’accertamento dei requisiti per dimostrare di saper insegnare non può passare per le modalità di una prova a crocette che offende l’intelligenza, ottunde il senso critico e in casi specifici, ampliando a dismisura il campo del testabile fino agli estremi confini dello scibile (umanistico o scientifico), finisce per mortificare le stesse competenze che pretende di valutare e per assestare il colpo di grazia al valore di un sapere che può essere il frutto di un percorso di armonizzazione di forme e sostanze, il risultato di una costruzione di pensiero coerente e organica, lo sbocco di una strada innovativa o originale, ma non può (non deve) essere asservito al nozionismo di una concorsologia della mortificazione delle menti e alla mnemotecnica quizzaiola dell’indifferenza dei contenuti. 

 

Lunedi 29 maggio, La Voce della Scuola ha organizzato una diretta “Dossier concorsi”, alla quale hanno partecipato: Massimo Arcangeli, la giornalista de La Stampa Cristina Benenati che segue la vicenda da un pò, l’avv. Vincenzina Salvatore e tre concorsiste.

 

Arriviamo al 20 giugno 2023 e all’ultimatum per il ministro Valditara, un articolo di Arcangeli pubblicato dal nostro giornale, del quale vi proponiamo un estratto:

“Ora, se il ministro Valditara, che si riempie di continuo la bocca della parola merito – se n’è perfino fregiato per il suo dicastero –, continuerà a non dare nessun segnale sul concorso di cui sopra, e così tutti quelli che lo circondano, si dovrà allora preparare per un confronto senza precedenti. Poiché, per molte classi di concorso, tanti quesiti non sono ancora stati né rettificati né annullati dal Ministero dell’Istruzione, e il tempo trascorre intanto inesorabile, abbiamo intanto deciso di presentare (parlo anche a nome dell’avv. Vincenzina Salvatore) un esposto alla Procura della Repubblica. E non sono – né saranno – i soli concorsi a essere motivo di denuncia e di rivendicazione, perché stiamo assistendo all’ennesimo pastrocchio di una politica scolastica che si rivela ancora una volta frutto, date le premesse, di incompetenza, incapacità gestionale e organizzativa e cieca determinazione a scalzare dalle fondamenta la scuola italiana”.

Oggi la notizia pubblicata da Cristina Benenatti su La Stampa, conferma che la sottosegretaria al ministero dell’Istruzione Paola Frassinetti stia lavorando per rimediare, dichiarando che le modalità di reclutamento sono da rivedere,  ipotizzando di dare più spazio al colloquio, non alle risposte a crocette, ci lascia ben sperare che questa situazione davvero assurda e paradossale possa giungere al termine nel miglior modo possibile. Continueremo a seguire la vicenda e chiederemo nei prossimi giorni al prof. Arcangeli un’intervista esclusiva.

 

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