Commenta Rino Di Meglio, leggendo le ultime dichiarazioni rilasciate dal Min. Valditara sul caso della ragazza di Tivoli promossa dal Tar del Lazio.

Quando si fanno i ricorsi alla Giustizia Amministrativa non si tratta di una vera e propria promozione, il giudice non boccia e neppure promuove l’alunno, ma semplicemente giudica la correttezza degli atti. Quelle che gli insegnanti chiamano “scartoffie ” formali, sono spesso prassi importanti alle quali bisogna  porre più attenzione rispetto alla sostanza.

La Gilda suggerisce agli insegnanti, in attesa dell’agognata semplificazione burocratica, di prestare molta attenzione alle formalità, perché purtroppo è il motivo principale del contenzioso con le famiglie che è in aumento esponenziale.

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito non può far altro che  riferirsi alle leggi in vigore, che spesso gli insegnanti  non conoscono. Il Ministro vorrebbe sistemare il testo unico – speriamo- anche perché sono vent’anni  che si sente parlare di questa riscrittura. Anche questa volta la Gilda degli Insegnanti ne prende nota con una punta di scetticismo, perché è consapevole di quanto sia  complicato.

Purtroppo non sono solo le norme di legge, ma i contratti ad essere sovrapposti. Infatti lo stesso limite lo troviamo  nei contratti collettivi nazionali che si aggiungono uno dopo l’altro dal 1996 ad oggi. Tant’è che i sindacati della Scuola  già si preparano a scrivere i loro testi unici .

In questo stato di cose per il docente è molto difficile riuscire a conoscere i propri diritti, doveri e responsabilità, conclude Di Meglio,  invitando  il MIM  e l’ Aran  a redigere dei testi unici normativi, possibilmente chiari.

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