casa in affitto

Condividere un appartamento, la propria casa, in età adulta con perfetti sconosciuti è un destino che molti insegnanti a Firenze stanno imparando a conoscere. Questa è la realtà per Rosa, un’insegnante del sud Italia che ha trascorso gli ultimi dieci anni a Firenze, e rappresenta una fotografia vivida dei problemi che affrontano migliaia come lei.

Rosa ha un salario mensile di 1.400 euro e, come molti dei suoi colleghi, affronta l’ingente spesa degli affitti fiorentini. Un trilocale, racconta, può costare più di mille euro al mese – una cifra proibitiva per chi ha un reddito incerto. Insieme alla sorella Angela, Rosa condivide l’abitazione con una commessa e un’operatrice vinicola. In realtà, molte persone nella loro posizione si organizzano in questa maniera per contenere i costi.

Il suo dramma è iniziato nel 2020. Dopo non essere riuscita a rinnovare un contratto d’affitto, si è ritrovata sotto la minaccia di un padrone di casa poco scrupoloso durante il lockdown. Una successiva sistemazione in un monolocale da 650 euro al mese si è rivelata inabitabile a causa della muffa. Ora, Rosa vive in un appartamento in zona Arcipressi, lontano dalla sua scuola, e si sveglia alle sei ogni mattina per raggiungere il lavoro.

Come Rosa, molti docenti si rivolgono ai sindacati in cerca di sostegno e soluzioni. Cristiano Di Donna, rappresentante della Uil Scuola Firenze, evidenzia l’ossimoro che sta colpendo il settore educativo nel capoluogo toscano. Da una parte c’è una forte richiesta di insegnanti per coprire posti vacanti nelle scuole, e dall’altra c’è il contrasto tra la vita costosa della città e gli stipendi insufficienti.

Il caso di Rosa non è isolato, ma rappresenta un problema sistemico che colpisce gli insegnanti trasferiti a Firenze. La Uil Firenze stima che ci siano 3000 tra Ata e Docenti in provincia, solo fra i supplenti annuali che si spostano ogni anno dalle regioni meridionali al capoluogo toscano. Si tratta di professionisti qualificati costretti a fare sacrifici enormi, con la speranza di un giorno poter tornare a vivere dignitosamente nella loro terra natale.

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