Oggi è iniziato il nuovo anno scolastico, ma decine di migliaia di docenti devono essere ancora nominati. Ai ritardi per le mancate immissioni in ruolo, confermate ieri dall’amministrazione ai sindacati per quanto riguarda almeno diversi territori, si vanno ad aggiungere quelli per la sottoscrizione dei 200mila contratti annuali, ma anche i disservizi derivanti da convocazioni errate e dalle nomine da rifare. A questo punto, se va bene, le sottoscrizioni dei contratti, a tempo indeterminato, si effettueranno entro l’inizio delle lezioni. Mentre per quelle a termine i tempi si prevedono lunghi, almeno nelle grandi città e nelle province dove risultano problemi a tutt’oggi.

“SIAMO ALLE SOLITE”

“Sul reclutamento scolastico è il caso di dire che siamo alle solite – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché stiamo vivendo la stessa situazione che ha caratterizzato l’avvio delle lezioni degli ultimi anni, con i supplenti convocati anche oltre l’autunno. Le immissioni in ruolo si stanno realizzando sulla metà di posti autorizzati e su un terzo delle cattedre di sostegno GPS. Questo avverrà fino a quando l’amministrazione non ci darà ragione, dicendo finalmente sì all’estensione del doppio canale di reclutamento e delle immissioni in ruolo da GPS sui posti comuni. La stessa assunzione da Call veloce non è andata come ci si aspettava: perché sono rimasti vacanti 8mila posti su sostegno su 20mila specializzati ed esclusi anche altri 8mila con titoli presi all’estero”, conclude Pacifico.

I CASI LIMITE

I casi limite, con i precari vessati e beffati, sono diversi. Anche a causa dell’algoritmo che gestisce le convocazioni, ancora una volta imperfetto. Per le supplenze annuali, che si sarebbero dovute svolgere entro ieri, scrive la stampa specializzata, “in Veneto il primo turno dovrebbe essere avviato già lunedì 4 settembre, infatti alcuni Uffici Scolastici hanno posto le ore 8.00 dello stesso giorno per l’eventuale ritiro della domanda, operazione propedeutica alla riuscita del procedimento di nomina”. Solo alcune province hanno pubblicato le convocazioni della data di presa servizio “Non si conoscono invece le date per Napoli e Roma”.

Le anomalie non riguardano solo le città maggiori. A Crema e Cremona, ad esempio, un’insegnante di lettere di scuola secondaria di primo grado racconta come le convocazioni per le supplenze al momento abbiano “ignorato” le cattedre di lettere e altre classi di concorso, con l’algoritmo che ha assegnato i posti solo al sostegno. “Tutti i posti delle cattedre di lettere (italiano, storia e geografia, classe di concorso A22) – ha scritto la docente precaria a Orizzonte Scuola – sono stati accantonati per eventuali scorrimenti da concorsi quindi non sono state prese in considerazione. L’algoritmo ha considerato solo le scelte su sostegno bai passando le cattedre di lettere messe come prima scelta”.

Anche per le immissioni in ruolo c’è chi comincia a perdere le speranze. Una maestra pendolare, scrive oggi Il Mattino, resta ancora precaria dopo 4 concorsi vinti e 15 anni di supplenze: “Non so come fare. Non ho potuto godermi le mie due figlie” La donna lavora nel frattempo infatti negli asili comunali di Roma ma la cattedra in ruolo non arriva. Eppure da 15 anni i sacrifici sono stati molti: “Ho vinto il primo concorso nel 2001, da allora ne ho vinti altri tre. Oggi lavoro nelle scuole comunali di Roma, in attesa dell’ingresso a tempo indeterminato nella scuola pubblica. Solo in questo modo posso tornare a casa dalla mia famiglia, dalle mie figlie che ho lasciato all’inizio del precariato quando avevano appena 3 e 6 anni, oggi la più grande ha 22 anni e ho il rammarico di non averle potute godere negli anni dell’adolescenza e della spensieratezza”.

LA DENUNCIA ALLA CORTE UE

Per il sindacato Anief non c’è nulla da aggiungere, se non che  in Italia continua a non essere adottata la direttiva 1999/70/CE, introdotta dal Consiglio europeo proprio per evitare l’abuso sistematico di precariato. Il giovane sindacato, dopo aver denunciato per la prima volta il 16 gennaio 2010 l’abuso dei contratti a termine dei precari italiani: “Abbiamo deciso di presentare denuncia di deferimento dell’Italia in Corte di Giustizia europea per l’evidente abuso dei contratti a termine. Nel rilanciare i ricorsi per la stabilizzazione e i risarcimenti danni, il nostro sindacato continua a sostenere che serve al più presto, già con la prossima legge di bilancio, l’attivazione del doppio canale di reclutamento del personale scolastico”.

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