Ripartenza della scuola

Ripartenza della scuola. G. Valditara rilascia un’intervista al Corriere della Sera. Prospetta un inizio positivo. I dubbi del sindacato e  le dimenticanze che riguardano l’aula

Ripartenza della scuola. G. Valditara è soddisfatto

Ripartenza della scuola. Dopo l’inevitabile fermata estiva, l”istituzione formativa riapre i cancelli. G. Valditara rilascia una lunga intervista a il Corriere della Sera (3 agosto) esprimendo la sua soddisfazione, che però  non si ferma alle azioni realizzate. Dichiara: “Ma è solo l’inizio, ci stiamo impegnando per fare ancora di più“. Non sorprende il Ministro G. Valditara. Dal suo punto di vista, ovviamente, si preferisce presentare tutte le operazioni compiute, evitando di soffermarsi sulle criticità. Quando costretto dalla giornalista (G. Fregonara), il Ministro applica la strategia di ridurre l’impatto del non fatto, facendolo precedere o mixandolo con i risultati conseguiti.  “Abbiamo assegnato il 79,9% dei posti autorizzati dal Mef contro il 47,4 dello scorso anno. Restano vuoti 40.404 posti a fronte di 56.324 dell’anno scorso. Per il sostegno la chiamata dalle graduatorie ha funzionato anche se restano 66 mila posti assegnati a insegnanti non di ruolo” Ovviamente parla della sua miniriforma (insegnante tutor e orientatore).
Uno spazio importante è dato alle prossime azioni: il supporto alle scuole di Caivano e  la riformulazione dell’istituto della sospensione.

I dubbi dei sindacati e le amnesie del Ministro

Ovviamente i toni trionfalistici sugli organici non è condiviso dai sindacati Ha dichiarato, infatti R. Di Meglio:”Non sappiamo ancora il numero esatto delle immissioni in ruolo ma ci auguriamo che la situazione sia migliorata rispetto agli anni scorsi, dove avevamo superato di gran lunga i 200.000 precari  più insegnanti stabili avremo e meglio sarà per i nostri alunni”. 
Incalzato da tecnicadellascuola.it conclude: “Non abbiamo ancora i dati ufficiali e definitivi di tutte le regioni, ma possiamo ragionevolmente pensare che, nella migliore delle ipotesi, le cattedre vacanti potranno scendere di qualche migliaio rispetto allo scorso anno, quando erano circa 215mila. Quest’anno credo che saremo intorno ai 200mila posti”
A questi rilievi occorre evidenziare che nell’intervista sono assenti due nodi che compromettono significativamente il profilo dell’aula come “ambiente di apprendimento“. Il riferimento è al sovraffollamento delle classi e all’assenza di un piano nazionale per installare in ogni aula i sistemi di controllo e di riciclo dell’aria. I temi sono utilizzati in campagna elettorale, in quanto ritenuti importanti per attirare qualche voto, abbandonati però dopo quando occorre fare i conti con le risorse economiche. L’indifferenza del governo è sostenuta anche da quella dei docenti, che hanno fatto fallire, ad esempio alcune petizioni popolari (3-4) contro le classi pollaio.
Da qui non è difficile ipotizzare il seguente scenario: si continuerà a risparmiare sulla scuola, togliendo gradualmente risorse, fino a…

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