di Y. Franco

Nella maggior parte delle regioni italiane in questa settimana inizierà la scuola. I docenti sono già al lavoro dal 1° settembre per predisporre i lavori dei primi giorni, assolvere gli onnipresenti obblighi burocratici e, soprattutto all’infanzia e alla primaria, predisporre le aule che accoglieranno gli alunni.

Le prime settimane saranno dedicate proprio a questo: all’ACCOGLIENZA.

Ogni scuola si organizzerà in modo autonomo per accogliere le prime classi e salutare tutti gli altri.

Ma in cosa consiste questa fase?

‘Accogliere’ nella scuola comprende una serie di attività, che costituiranno la base per il lavoro successivo. Non consiste semplicemente nel predisporre lo spazio fisico, anche se questo aspetto ha la sua importanza, ma serve soprattutto per formare e consolidare il gruppo classe al fine di creare un ambiente che favorisca il più possibile l’apprendimento. Se ci immergiamo con il pensiero in una classe, vediamo tanti bambini, ragazzi provenienti da realtà molto diverse, con diverse abitudini, diverse esperienze e visioni del mondo.

Il lavoro dell’insegnante è proprio quello di gestire questa complessità, favorendo la socialità, accogliere appunto tutte le differenze e indirizzarle per formare un ‘gruppo’.

La prima cosa da predisporre è l’ascolto: nei primi giorni si prenderà tempo per ascoltarsi reciprocamente, dettare alcune regole di comportamento, presentarsi. È molto probabile che questi siano giorni siano di grande confusione, perché ognuno ha la sua personalità e un po’ di nervosismo serpeggerà tra gli studenti, che sicuramente saranno più ciarlieri del solito. Ci sarà chi da subito metterà a prova i docenti, per capire fino a che punto può ‘spingersi’ fuori dalle regole. Per questo è necessario mostrare autorevolezza sin da subito. Con il tempo si potrà valutare un po’ di flessibilità.

Oltre all’ascolto, è necessario organizzare attività di accoglienza, decise da tutto il team docente, cercando di preferire attività di gruppo, in modo da favorire il dialogo tra gli studenti e ‘rompere il ghiaccio’. In rete potete trovare molti spunti, in base all’ordine di scuola in cui si lavora. Si può pensare ad attività creative, laboratoriali, ecc.

Cerchiamo poi di definire la routine scolastica, persa nei mesi di vacanza, rispettando l’orario di uscita dalla classe per andare in bagno, il momento della ricreazione, le regole del cambio d’ora, … È chiaro che i primi giorni ci deve essere elasticità, ma ricordando sempre con chiarezza le regole (“Giusto perché oggi è il primo giorno puoi andare in bagno prima se è urgente, ma da domani si rispetta l’orario!”); ciò richiede particolare attenzione soprattutto per i più piccoli, che dovranno magari adattarsi a regole completamente nuove. ma questo aspetto è molto importante, per permette di vivere la giornata scolastica con maggiore serenità.

L’accoglienza non si esaurirà nei primi giorni, perché occorrerà tempo per conoscere la classe e farsi conoscere, comprendere le dinamiche del gruppo, coinvolgere tutti gli studenti nel modo giusto. Qui entrano in campo le nostre competenze relazionali, emotive, gli insegnanti hanno il compito di stimolare i più disinteressati, gestire i più loquaci, coinvolgere tutti gli studenti.

Non dimentichiamo un aspetto fondamentale che è quello dell’inclusione. Nelle classi dove sono presenti alunni con disabilità, bisogna organizzare attività che li coinvolgano, più spesso possibile, per favorire la loro partecipazione ed evitare dannose situazioni di isolamento.

 

Autore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.