Genitori chiedono la bocciatura del figlio

Genitori chiedono la bocciatura del figlio. Vicenda controcorrente. Apparentemente diversa rispetto a quelli di segno opposto. In entrambi  assistiamo al trionfo del modello aziendale.

Genitori chiedono la bocciatura del figlio. La vicenda

Genitori chiedono la bocciatura del figlio. La vicenda è unica. Contrapposta a quelle di quest’estate, dove è stato richiesto il provvedimento contrario (promozione). La vicenda è resa nota dal quotidiano l’Adige, amplificata da altri quotidiani e testate online. Si legge su Fanpage.it:”È accaduto a Trento, dove due genitori di un piccolo alunno che frequenta una scuola elementare della città sono arrivati fino la Tar per vedere bocciato il proprio figlio. Tutto infatti è nato l’anno precedente quando, a causa di problemi di salute, il bambino ha avuto molte difficoltà a seguire le lezioni. Per i genitori non ha avuto il tempo necessario per stare al passo con gli altri e il nuovo anno risulterebbe per lui quindi molto difficile da sostenere…Laa pensano diversamente dalla scuola dove per gli insegnanti, nonostante le difficoltà, l’alunno è comunque riuscito a recuperare i compagni, ottenendo a fine anno una valutazione positiva e la conseguente ammissione alla classe successiva

Caso particolare che conferma il profilo cliente dei genitori

Apparentemente il caso sembra rimandare a un contesto diverso. Qui si chiede la bocciatura. Negli altri, invece  si invoca la promozione. Sostanzialmente, però la vicenda conduce allo stesso scenario. In altri termini ci troviamo di fronte alla relazione azienda/cliente. Quest’ultimo ha sempre ragione, orientando lo sviluppo dei prodotti e anche i loro costi.
L’azienda è tenuta a soddisfare le richieste del cliente. Generalmente la progettazione di un nuovo prodotto è preceduta sempre da un indagine di mercato. Questa non viene poi abbandonata. Accompagna sempre la fase di produzione, in modo da rendere interessante e desiderabile il prodotto.
In sintesi l’azienda deve anticipare, seguire e soddisfare il cliente.
Nel caso presentato sopra ci troviamo di fronte a un profilo dei genitori molto vicino a quello del cliente. Essi, pur inesperti di pedagogia e didattica, chiedono alla scuola-azienda  di soddisfare la domanda di bocciatura. Se questa non viene accolta, allora si ricorre al Tar. Ovviamente è necessario produrre una documentazione che supporti le loro desiderata. Nel caso specifico i genitori hanno consegnato al magistrato la relazione di una psicopedagogista.
Sarà interessante conoscere l’esito della vicenda. Sicuramente questa conferma che la scuola è sottoattacco, sia che decida per una bocciatura o per una promozione. Da qui la sensazione di percepirsi come una variabile dipendente dalle desiderata dei genitori. Altro che autonomia!

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