chiamata diretta

“L’assunzione diretta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici è una proposta che puntualmente, all’apertura di ogni anno scolastico, il presidente dell’ANP Antonello Giannelli, ripropone come soluzione al problema del precariato e della cronica mancanza di docenti nelle regioni del Nord.  Anche quest’anno dunque, ritorna con il cavallo di battaglia della sua Associazione, lo stesso che ha ispirato nel 2015 la legge 107 e ha prodotto l’esperienza fallimentare della chiamata diretta, di cui Giannelli sembra aver dimenticato l’esito disastroso per la scuola italiana”. Così Roberta Fanfarilloresponsabile dei dirigenti scolastici della FLC CGIL, commenta le dichiarazioni del presidente dell’ANP durante una trasmissione radiofonica sui temi della scuola.

“L’obiettivo dell’ANP non è evidentemente quello di contribuire alla risoluzione delle problematiche della scuola, quanto piuttosto di sostenere e convincerci che, attribuendo maggiori poteri ai dirigenti scolastici, molti problemi si risolverebbero facilmente e la qualità della scuola pubblica migliorerebbe”.

“In realtà non è liberalizzando e deregolando le modalità di individuazione dei docenti che si può risolvere il problema del precariato e la carenza di docenti nel nord Italia. Occorre invece stabilizzare i precari, effettuare concorsi con regolarità per coprire tutte le cattedre ogni anno vacanti e riconoscere agli insegnati stipendi adeguati alla loro funzione. Anp se ne faccia una ragione – conclude Fanfarillo -: l’unica strada per l’accesso al ruolo docente è quella indicata dalla Costituzione repubblicana ovvero il concorso pubblico garanzia di imparzialità e trasparenza”.

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