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La riforma dei tecnici e professionali è un disastro annunciato per i ragazzi e le ragazze di questo Paese. Altro che serie A, in questo modo si istituisce un doppio canale dove il sistema dei tecnici e professionali viene declassato e ridotto. Un percorso specifico e accorciato per coloro che non sono destinati all’università, promuovendo una nuova sperimentazione, con meno tempo scuola, senza aver prima valutato gli effetti dei licei quadriennali. Una scelta da parte del Governo che ci appare priva di qualsiasi impostazione scientifica.

Ancora una volta si confonde l’istruzione con l’addestramento professionale legato ai bisogni delle imprese. L’attuale modello dei PCTO (ex alternanza scuola lavoro), anziché essere ripensato, viene addirittura esteso, con un ruolo fondamentale per consentire agli studenti la definizione di un proprio progetto di vita e di sviluppo professionale e l’utilizzo dell’apprendistato di primo livello con la finalità di rendere rapida la transizione verso il lavoro una volta concluso l’obbligo scolastico.

Altro aspetto grave del DDL appena approvato è sicuramente il ruolo dato all’Invalsi che certificherà l’accesso diretto agli ITS per i percorsi sperimentali di Istruzione e Formazione Professionale. Ciò equivale alla totale messa in discussione del valore legale del titolo di studio finora attestato dagli esami di stato. Affidando inoltre, un ruolo inappropriato all’Invalsi, che travalica la funzione attribuitogli dalla legge stessa, ovvero quella di rilevare gli aspetti valutativi e formativi del sistema scolastico.

Siamo di fronte a un disegno vecchio, ideologico, che cristallizza le disparità già presenti nel Paese e che la scuola ha, già in passato, rifiutato con forza.

FLC CGIL

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