Si è tenuto nel pomeriggio di oggi, 21 settembre, l’incontro delle organizzazioni sindacali della scuola e delle Confederazioni con il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, sull’avvio dell’anno scolastico. Per la Cgil nazionale e la FLC, che hanno partecipato all’incontro portando al tavolo le criticità all’avvio: “Occorre innanzitutto stanziare risorse adeguate per consentire in tempi brevi la stipula del CCNL 2022/2024, in modo che da rispondere alle attese del personale della scuola e tutelare il potere d’acquisto dei salari fortemente eroso dall’inflazione”.

“Va fatto un investimento straordinario sugli organici docenti e Ata – continuano Cgil e FLC – considerando che uno dei grandi elementi di debolezza della scuola italiana è l’insufficienza di personale e l’alto tasso di lavoro precario. La continuità didattica, infatti, per gran parte degli studenti rimane una chimera, gravemente danneggiata dal numero di insegnati precari che di anno in anno cambiano scuola. 200mila precari sono un’enormità e rappresentano il vero buco nero in cui sparisce la qualità dell’offerta formativa, dell’insegnamento e dell’inclusione degli alunni con disabilità. Assieme al numero di alunni per classe ancora troppo alto”.

Inoltre, si legge ancora nella nota congiunta: “E’ il tempo scuola ad essere un fattore decisivo per recuperare ritardi e difficoltà sociali e culturali causati da differenze economiche e divari territoriali: provvedimenti estemporanei e limitati, come quelli contenuti nel DL Caivano, non sono la soluzione utile a prevenire la dispersione scolastica”.

“Vanno infine fermate alcune riforme che mettono a rischio il diritto costituzionale all’istruzione: prima fra tutte l’autonomia differenziata, una strada che conduce unicamente all’accentuazione delle disuguaglianze. Poi il piano di dimensionamento, con il suo carico di taglio di 800 istituzioni scolastiche, la riforma dell’istruzione tecnico-professionale, con il taglio di un anno del percorso scolastico e il liceo economico ‘made in Italy’. Tutti provvedimenti che hanno come finalità il risparmio e non la qualità della didattica e della formazione degli studenti”, concludono Cgil e FLC CGIL.

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