its academy

Diploma in quattro anni e due anni di “specializzazione” negli Its Academy. Fa discutere la riforma dell’ istruzione tecnico-professionale targata Valditara. Per la CGIL non c’ è dubbio: «un disastro annunciato per i ragazzi e le ragazze di questo Paese». E se Ella Bucalo, senatrice di maggioranza parla di «opera di rivalutazione ed ammodernamento dell’istruzione tecnico-professionale», per l’ opposizione è un ritorno al sistema dell’ avviamento professionale.

Ma se la discussione sul merito della riforma è tutta politica, resta l’ esigenza dell’ avviamento di un sistema di formazione terziaria più rapido della laurea (fino ad ora l’ unico in piedi nel nostro Paese) e più orientato all’ immediata impiegabilità, una volta concluso l’ obbligo scolastico.

A spiegare meglio le ragioni concrete dell’ introduzione della sperimentazione sugli Its Academy arriva l’ ultimo report di Unioncamere, secondo il quale più di un terzo del fabbisogno occupazionale italiano dei prossimi cinque anni, riguarderà personale proveniente da una formazione terziaria, e per il settore pubblico raggiungerà addirittura l’80% del totale.

Una stima del bisogno da parte del mercato di circa 1 milione e trecentomila lavoratori, 250mila all’ anno tra il 2023 ed il 2027. Circa 70mila in possesso di una formazione terziaria in ambito STEM (abbreviazione di Science (scienza), Technology (tecnologia), Engineering (ingegneria) e Mathematics (matematica)). Il 44% del fabbisogno riguarderà laureati in ingegneria e diplomati Its Academy in mobilità sostenibile, meccanica e moda. Il 21% laureati in ingegneria civile ed architettura e diplomati Its Academy in efficienza energetica e sistema casa. Il 17% da laureati in scienze matematiche, fisiche ed informatiche.

Senonché i giovani in possesso di una formazione terziaria corrispondente alla domanda, secondo il rapporto saranno molti di meno: 1,2 milioni, circa 233mila in media all’anno, complessivamente 100mila in meno dei profili ricercati che solo in parte verranno coperti da lavoratori già presenti sul mercato. Una carenza di offerta di circa 9mila unità all’anno, di cui circa seimila unità di personale specializzato con un titolo terziario nelle discipline STEM. I profili professionali più difficili da trovare saranno quelli dell’area elettronica, informatica e meccanica.

Già lo scorso anno, l’ area meccanica ha avuto difficoltà a trovare il 69% dei tecnici superiori, quella dell’ efficienza energetica e risparmio energetico l’86%, la produzione di apparecchi, dispositivi diagnostici e biomedicali il 75%, il 59% per lo sviluppo di sistemi software e il 77% tecnici superiori in architetture e infrastrutture per i sistemi di comunicazione.

Insomma, uno scollamento al quale proverà a mettere rimedio la riforma degli Its Academy che il Pnrr ha finanziato con 1miliardo e mezzo di euro, puntando a portare a raddoppiare il numero degli attuali iscritti agli Istituti tecnico professionali, portandoli a circa 40.000 entro il 2025. Partendo dai settori dove la richiesta immediata si fa già sentire (meccanica, comunicazione e sviluppo di sistemi software) mentre, con buona pace delle valutazioni negative, si fa largo una richiesta trasversale a tutti i settori, in particolar modo in quelli del comparto industriale e dei servizi alle imprese.

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