«Si lavora all’istituzionalizzazione del liceo biomedico, nuovo indirizzo (attualmente è una sperimentazione da me supportata fin dalla nascita nel 2011 al Leonardo da Vinci di Reggio Calabria grazie all’allora dirigente scolastico Giuseppina Princi, oggi assessore regionale) che prevederà nel piano di studi la materia specifica della biomedicina, primo atto per superare il numero chiuso a medicina». Lo dichiara il responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega Mario Pittoni, già presidente della commissione Cultura al Senato, che spiega: «Inserire l’indirizzo biomedico tra le opzioni dei licei classici e scientifici era l’obiettivo di un mio disegno di legge (S. 1677/20), come primo passo per il superamento del numero chiuso nell’accesso ai corsi universitari di medicina. In questo modo i ragazzi possono verificare quanto sono portati a tale tipo di studi. La stessa Arianna Vicari, studentessa di Vicenza che ha realizzato il punteggio più alto nei test nazionali per l’ingresso a medicina, ha detto che deve il risultato al corso di “Biologia con curvatura biomedica” frequentato nel liceo della sua città. Si tratta cioè di un filtro qualitativo in grado da una parte di contenere i numeri e dall’altra giustificare nuovi investimenti, così da non dover escludere chi merita. Premesso che la prima questione per evitare che il Paese resti senza medici (allarme che lanciamo dal 2010) riguarda l’adeguamento dei fondi per la specializzazione, il percorso biomedico può essere davvero una risposta importante per l’abbattimento del numero chiuso che penalizza la formazione di nuovi medici, insieme alla proposta ispirata al modello francese che prevede alcuni esami mirati in un arco di tempo definito, così da scoraggiare i “perditempo” (che puntano sulla fortuna) e con la garanzia di maggiore efficacia rispetto agli attuali quiz per individuare – conclude Pittoni – attitudine e qualità dei candidati».

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