Aumenta il numero di docenti in servizio nelle scuole italiane statali: in base al Focus pubblicato in queste ore dal Ministero dell’Istruzione e del Merito gli insegnanti di ruolo sono 684mila con 14mila aggiuntivi per via dell’adeguamento dell’organico. 100mila in Lombardia, 78mila in Campania. La Regione con più docenti è la Lombardia, con un totale di 102.775 posti, seguita dal Veneto con 52.333 cattedre e dal Piemonte con 48.059. Lazio e Campania hanno rispettivamente 63.089 e 78.751, Puglia e Sicilia seguono con 49.795 e 64.189 posti, chiudono Molise e Basilicata, dove lavorano 4.048 e 8.396 docenti.

SU SOSTEGNO NUMERI SOTTOSTIMATI

Sul sostegno i dati forniti sono parziali e sottostimati, perché anche in fase di realizzazione, ma già indicativi sull’emergenza in atto: i posti di sostegno sono 126mila. La Lombardia è al primo posto, con 24.621 cattedre, tra le Regioni italiane; seguono la Sicilia, con 23.502 posti, e il Lazio, con 20.804 posti. Al Sud guida la classifica la Campania con 17.997 posti di sostegno, seguita da Puglia, con 14.556 posti, e Calabria, 6.602 cattedre.

LA VERGOGNA DEI POSTI IN DEROGA

A questi posti se ne aggiungono ulteriori 68mila in deroga: il Piemonte è la Regione con maggiori cattedre di sostegno di fatto (8.567) seguita da Toscana (7.519) e Lazio (7.144). È bene ricordare che quelli in deroga sono posti con scadenza 30 giugno, quindi non utili per le immissioni in ruolo e nemmeno per i trasferimenti del personale già di ruolo. Lo stesso Ministero ha precisato che sul sostegno “i dati sono in via di aggiornamento da parte degli Uffici periferici, pertanto le cifre potrebbero subire ulteriori modifiche”.

IL COMMENTO DEL SINDACATO

“I numeri del Ministero sono allarmanti, perché vanno aggiunti oltre 200 mila cattedre assegnate ai precari e quella del sostegno, con un docente su due precario, è una condizione tutta italiana che non si può più sopportare – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – e lo abbiamo anche detto al Ministro Giuseppe Valditara nell’incontro di un paio di giorni fa a viale Trastevere: se l’amministrazione pensa di risolvere tutto con i contratti pluriennali si sbaglia, perché la soluzione non può essere che quella di collocare tutte le cattedre esistenti sul sostegno nell’organico di diritto. Inoltre, le immissioni in ruolo andrebbero raperte anche ai supplenti di sostegno che hanno svolto già tre annualità di servizio per introdurli in sovrannumero nei Tfa di specializzazione. Poiché tutto questo non è stato attivato e prevedendo i dissidi di servizio  abbiamo anche quest’anno riavviato l’iniziativa gratuita ‘Non un’ora di meno’, attraverso la quale le famiglie degli alunni, ma anche gli stessi docenti e tutti gli operatori scolastici, hanno la possibilità di fare attivare tutti i posti richiesti dalle scuole agli Uffici scolastici”.

Pure i triennalisti esclusi dal TFA VIII ciclo possono ricorrere al Tar del Lazio per chiedere l’accesso diretto ai corsi senza passare per la selezione. Questi docenti devono avere prestato servizio su posto di sostegno per almeno tre anni negli ultimi cinque: il ricorso si propone di far accedere i docenti precari direttamente al corso universitario al di là della quota di riserva del 35% dei posti attivati previsto dal Decreto Interministeriale n. 691/2023 dopo lo svolgimento delle prove. È comunque necessario aver partecipato alle selezioni per l’accesso al TFA Sostegno dell’università di proprio interesse in attesa dell’esito del ricorso stesso.

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