Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda commozione per la recente scomparsa del Presidente Emerito della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano e si associa al dolore dei suoi cari.

Il Presidente è stato una figura storica per l’evoluzione della nostra Repubblica dal secondo dopoguerra in poi; ha ricoperto svariate cariche, apportando il proprio personale contributo in tutti i contesti che lo videro protagonista. Era un uomo molto sensibile alle tematiche umanitarie e molto vicino al mondo della scuola, come dimostra il messaggio rivolto agli studenti e ai docenti in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico 2006/2007.

“Care ragazze,

cari ragazzi,

cari insegnanti,

oggi è la vostra festa, e voglio salutare voi insieme con le autorità che così numerose sono qui per l’avvio dell’anno scolastico.

Vorrei che vi sentiate, qui, come a casa vostra, tra amici e familiari. Questa è la casa di tutti gli italiani.

Cosa posso dirvi: che studiare è a volte faticoso ma apre molte porte ed è importante per il vostro futuro? È la cosa più ovvia, quella che vi aspettate che dicessi, ma è anche la verità.

Lo studio è fondamentale per il vostro futuro. Lo è soprattutto per quelli tra voi con i quali la sorte è stata più avara: se non avete avuto la fortuna di nascere in una famiglia particolarmente ricca di mezzi o di cultura, la scuola può darvi una buona mano a recuperare.

Pensate allo studio come a un dono molto importante che fate all’amico più caro: voi stessi. E’ un dono che nessuno potrà mai portarvi via e che vi servirà sempre.

Non si impara una volta per tutte, ma ciò che adesso apprendete a scuola vi servirà nella vita.

Vi invito ad avere passione per lo studio. Anche a puntare in alto, il che non significa necessariamente volere essere ricchi e famosi, ma realizzare nella vita qualcosa che ci renda soddisfatti di noi e utili agli altri. Per raggiungere i vostri obiettivi avete bisogno di cultura, di conoscenze, dovete potere esprimervi correttamente, saper scrivere, avere anche quelle cognizioni matematiche e scientifiche sempre più richieste e necessarie.

Quante volte avrete sentito dire: “La scuola è palestra di vita”? Può sembrare retorica. E’ vero però che la scuola è un luogo dove si impara anche a convivere, a discutere, magari perfino a litigare ma (si spera) senza farsi male.

La “palestra” di una volta ha oggi ampliato i suoi confini perché accoglie tanti studenti stranieri. Sui banchi di scuola c’è sempre stato un confronto di idee, di tradizioni, di abitudini diverse. Oggi le tradizioni e le culture che si incontrano sono ancora più numerose e varie, quindi sempre più saranno le occasioni per prepararsi a vivere insieme in uno spirito di tolleranza e di libertà nel rispetto di valori e regole condivisi.

Vorrei, dunque, rivolgere un particolare augurio agli studenti stranieri. So che siete molti, specie in alcune città e quartieri. E so che le difficoltà da superare sono per voi spesso più grandi.

Sono difficoltà che ben conosciamo e comprendiamo: anche gli italiani sono stati emigranti e hanno dovuto affrontare gli stessi ostacoli. Ebbene, per voi è ancora più importante l’impegno a conquistare un patrimonio di conoscenze che vi aiuti a sentirvi sempre più cittadini in Italia: nuovi cittadini di una comune Patria.

La scuola – lo ha ricordato il ministro Fioroni – è un bene comune. Sappiamo quanto grande sia questa responsabilità per i pubblici poteri e per la società. La scuola rappresenta uno strumento di equità e di sviluppo, un luogo ideale di confronto, uno spazio aperto a tutti. Senza preferenze e discriminazioni. E vorrei che tutti sentissimo la presenza degli studenti stranieri come una risorsa, in un paese che ha bisogno di giovani energie ed intelligenze.

E’ questo un impegno in più, soprattutto per gli insegnanti. E agli insegnanti rivolgo un saluto e un augurio: il vostro è un lavoro delicato e difficile, che deve esser maggiormente riconosciuto e valorizzato.

Investire nella scuola è una priorità per una paese democratico e moderno, impegnato in Europa e aperto al mondo.

L’Europa ci chiede di accrescere l’efficienza dei sistemi scolastici, con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze e di elevare la competitività della nostra economia.

L’istruzione complessiva di un paese è il suo capitale umano. Nella scuola si formano autonomia di giudizio e spirito critico, fattori decisivi quando a contare è la professionalità e la capacità di innovazione.

Certo, non basta la scuola per contrastare le disuguaglianze di origine familiare e territoriale, ma la scuola è il primo luogo dove le si possono combattere. Voi insegnanti siete in prima linea in questa battaglia.

So che, qui tra poco, alcuni di voi studenti illustreranno esperimenti scientifici, che non avrebbero potuto preparare senza appropriate conoscenze di base. Gli studenti italiani – ce lo dicono anche le statistiche europee – seguono poco le materie scientifiche, anche se non sono mai mancate in Italia capacità e intelligenze creative, e ancora oggi abbiamo punti di eccellenza riconosciuti in tutto il mondo. E’ la scienza che ci ha permesso non solo di avanzare nella medicina, ma anche nell’esplorazione dello spazio e delle origini della vita. E che, con le nuove tecnologie dell’informatica, vi consente di essere parte del patrimonio mondiale dei saperi. Ecco perché vi incoraggio a guardare alla scienza con curiosità e tenacia.

La passione non vi manca. I temi che avete scelto per questa apertura di anno scolastico vi fanno onore. Toccano valori fondamentali della nostra democrazia. Oggi qui siete protagonisti di esperimenti e di vari momenti di spettacolo. E mi piacerebbe che la musica entrasse nei programmi scolastici, La musica, ha detto un grande musicista italiano, “aiuta le nuove generazioni a trovare la strada”.

Anche il riscatto sociale passa per la strada dell’arte. Tra tutti i ragazzi oggi protagonisti, voglio indirizzare un saluto e un augurio speciale ai ragazzi di Nisida, ancora “dentro” il carcere, ma già “fuori” se sono capaci di produrre e di rappresentare così bene un testo teatrale.

E vorrei anche in questa occasione raccogliere, insieme a tutti voi, il grido di dolore e l’appello di pace che una giovane studentessa libanese mi ha rivolto qualche giorno fa in terra di Puglia. La pace è un valore che è nel cuore di tutti. Costruire la pace nella giustizia è un dovere e un impegno a cui non possiamo sottrarci.

Buon anno scolastico.” (Giorgio Napolitano, 18 settembre 2006)

Il CNDDU invita i docenti di ogni ordine e grado a promuovere la lettura nelle aule scolastiche del discorso del Presidente, in considerazione della profonda attualità dei contenuti espressi e della ripresa delle attività didattiche. Ci auguriamo che durante il giorno di lutto nazionale venga osservato in ogni scuola un minuto di silenzio.

Prof. Romano Pesavento

Presidente CNDDU

Autore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.