Un figlio di nome Erasmus” è il titolo di un bellissimo film, a mio dire, capace di produrre molteplici sfaccettature emotive. Per molti è solo un solo film mentre per altri un’espediente per distrarsi dalla vita quotidiana e dalla realtà, invece io consiglierei realmente a tutte le scuole che ci tengono all’educazione degli studenti come fossero propri figli ai quali dare degli spunti critici per riflettere sulla vita quotidiana come così come si fa per la preparazione dei bagagli per gli studenti che partiranno per il viaggio d’istruzione all’estero, paragonando la mente a dei bagagli, o meglio dei propri Bagagli interiori che verranno riempiti dalla Cultura, Conoscenza, Amore, Voglia di vivere, Volontà, Curiosità e Viziare delle coccole e delle carezze dalla parte della Passione, Hobby ed Amore della Vita (ad esempio la mia è la Politica Sociale e ricordo ancora l’affetto e i sorrisi di chi mi ha aiuto a coltivarla), e questo film insegna la coesistenza mancante dell’attualità nell’animo delle Persone, e ci sono alcuni punti che ad oggi in Italia ed è abbastanza difficile convivere, visualizzare, confrontare, armonizzare ed assorbire. Carissimi Docenti, potreste almeno guardare voi il “Il figlio di nome Erasmus” e riflettere sul messaggio intrinseco che vorrebbe trasmettere; sono sicuro che una mente critica riconoscerà l’importanza e ne riceverà piacere. Io personalmente sono stato amato dai miei docenti sia ora che in passato. L’impegno che voi Studenti dovreste assumere e quello di ricordare ai vostri docenti che esiste il “vostro dialogo”, anche laddove potrebbe esser percettivamente assente, che unito al rapporto autentico che vi siete creati nei momenti di reciproca partecipazione, può dar vita ad un livello di comunicazione superiore della sola trasmissione nozionistica. Io personalmente rifletto continuamente sul fatto che la Scuola di oggi e di ieri siano Simili ed ancorate nel mero tradizionalismo con l’evidente mancanza di una conoscenza dell’attualità che parti dai fatti di cronaca. Così anche i programmi di  Storia limitano l’insegnamento degli avvenimenti recenti limitandosi approssimativamente agli ultimi avvenimenti riguardanti gli anni ’90, così che l’attualità diventa tabù per Docenti e Studenti a discapito di quel senso critico che potrebbe aiutare i giovani ad affrontare il “fuoriscuola” in maniera costruttiva e dinamica.

“Il problema è capirsi. Oppure nessuno può capire nessuno: ogni merlo crede d’aver messo nel fischio un significato fondamentale per lui, ma che solo lui intende; l’altro gli ribatte qualcosa che non ha relazione con quello che lui ha detto; è un dialogo tra sordi, una conversazione senza né capo né coda. Ma i dialoghi umani sono forse qualcosa di diverso?”

-Italo Calvino, è stato uno scrittore italiano. Intellettuale di grande impegno politico, civile e culturale, è stato uno dei narratori italiani più importanti del secondo Novecento.

-Il figlio di nome Erasmus, è stato girato nel 2020 dal Regista Alberto Ferrari, con i 5 protagonisti; Filipa Pinto, Daniele Liotti, Luca Bizzarri, Ricky Memphis e Paolo kessisoglu.

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Un pensiero su ““Un figlio di nome Erasmus”…a scuola servirebbe?”
  1. […] In conclusione, “Un figlio di nome Erasmus” offre una riflessione profonda sul concetto di famiglia e la sua evoluzione nel corso degli anni. Il film inspire a riconsiderare le dinamiche familiari tradizionali, abbracciare la diversità e promuovere l’accettazione dei propri figli per ciò che sono. Invita a valorizzare i legami familiari e l’amore incondizionato come fondamentali per l’equilibrio e la felicità di ogni individuo. [17][18][19][20] […]

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