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Nell’ultimo spot pubblicitario di Esselunga, il divorzio è al centro della narrazione, ma non nel modo in cui ci si potrebbe aspettare. L’annuncio non enfatizza la separazione come bene evolutivo della societa, ma piuttosto la naturale ricerca di unione da parte di una bambina, sottolineando come la realtà prenda sempre il sopravvento sulle ideologie.

Il mondo della pubblicità spesso ci sorprende con campagne che toccano temi profondi e complessi della vita umana, tante volte meno. L’ultimo spot di Esselunga ha fatto esattamente questo ed il pubblico se ne è accorto. Chi si è occupato di questa campagna comunicativa ha ben esplorato il tema del divorzio attraverso gli occhi di una bambina, cosa a mio parere non certo banale, concentrando tutta l’enfasi tra musiche e sguardi sulla ricerca di unione e verità nell’animo infantile.

Nel cuore di questa storia c’è una bambina che, con semplicità disarmante, la quale cerca di riunire i suoi genitori separati. La sua innocenza e purezza d’animo emergono mentre escogita tutto un piano per riconciliare la sua mamma ed il suo papà, con una semplice pesca, che nel proprio immaginario diventa un simbolo di unione e amore.

In questo gesto, la bambina incarna la ricerca di pace, la voglia di vedere i suoi genitori riuniti, ma anche la capacità di vedere al di là delle ideologie.

Il messaggio profondo trasmesso da questo spot è che la realtà ha un potere innegabile, e le ideologie spesso si sgretolano di fronte a essa. Nel mondo reale, le relazioni familiari sono complesse, e il divorzio nei tempi è diventato intoccabile come argomento, un po’ come l’aborto, chi ne parla in modo critico subito diventa medievale e conservatore nella migliore delle ipotesi. Non nascondo che ritengo il divorzio in alcune circostanze, una soluzione necessaria, senza però mai santificarlo, anche perché conoscendone il dolore che porta, sopratutto ai più piccoli, so bene il male che fa a fronte del bene che porta.

L’approccio di Esselunga in questo mi piace, è un richiamo al valore della verità e della sincerità, sopratutto odora di quotidianità che al netto delle tante scemenze nel panorama marketing che girano, diventa una boccata d’aria pura.

Il focus sulla bambina è il mantra che vorremmo vedere di più, lei non interessata alle ideologie o agli stereotipi ci fa vivere un sussulto di giornaliero, di unicità nel panorama dei caroselli quotidiani che ci imboccano. Il messaggio universale che ci arriva invece da questi pochi minuti, tocca il cuore di chiunque osservi le scene, sopratutto quello di chi ha sperimentato il dolore del divorzio o altre sfide nelle relazioni familiari allo stesso modo.

In conclusione, sono sicuro che le critiche faranno bene al marchio Esselunga, la pesca e la bambina saranno un’ode alla natura umana, diventando simbolo di ricerca di unione e verità nel cuore umano, nonostante i tanti soloni pseudo progressisti ne parleranno male. Personalmente, mi schiero a favore di questo bagno di realtà e dico viva l’amore anche quello che supera gli ostacoli e i problemi, quello capace di andare oltre, che dona speranza ad un figlio smarrito, offrendo a tutti noi una prospettiva positiva e ispiratrice su di un tema spesso delicato proprio come il divorzio.

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