buoni pasto

In Italia, il comparto scuola non ha diritto ai buoni pasto in modo generalizzato, ma ci sono alcune eccezioni.

Secondo una sentenza della Cassazione (n. 32213/2022), i dipendenti pubblici hanno diritto al “buono pasto” a condizione che il turno di lavoro giornaliero duri più di sei ore.

Questo principio secondo logica potrebbe essere applicato anche nel mondo della scuola, in particolare al personale amministrativo e tecnico (AA, AT e DSGA) e ai collaboratori scolastici ma così non è.

COSA SONO I BUONI PASTO E LE ECCEZIONI

I buoni pasto, anche chiamati “ticket restaurant“, sono un titolo di pagamento dal valore predeterminato il Contratto Pubblico Impiego 2019 ha introdotto alcune novità in merito ai buoni pasto, tra cui l’aumento della soglia di esenzione da 5,29 euro a 7 euro. Sono previsti dall’articolo 144 del Decreto Legislativo n. 50 del 2016. Tuttavia, la normativa fiscale stabilisce che i buoni pasto sono esenti da contribuzione previdenziale e da tassazione per un importo giornaliero fino a 4 euro per quelli cartacei e fino a 8 euro per quelli elettronici.

In alcune regioni italiane, come il Trentino-Alto Adige, è stato introdotto un servizio sostitutivo di mensa per il personale della scuola, gestito da Up Day Ristoservice, che prevede l’utilizzo di una Card (buono pasto elettronico) o un’app per smartphone. Questo servizio è rivolto a tutto il personale del comparto scuola, compresi i docenti, il personale ATA, i dirigenti scolastici, gli assistenti educatori e gli insegnanti di formazione professionale.

Tuttavia, non tutti i lavoratori del comparto scuola anche in Trentino-Alto Adige hanno accesso a questi servizi sostitutivi di mensa o ai buoni pasto.

LE SENTENZE

Una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 32113 del 31 ottobre 2022) ha affrontato il tema dei buoni pasto nel settore scolastico, sottolineando che l’attribuzione del buono pasto è diretta a conciliare le esigenze del servizio con le esigenze quotidiane del dipendente, al fine di garantirne il benessere fisico necessario per proseguire l’attività lavorativa. Tuttavia, questa sentenza non riguarda specificamente il personale ATA.

In un’altra occasione, i sindacati hanno avviato ricorsi al Giudice del Lavoro per ottenere il riconoscimento dell’assegnazione dei buoni pasto illegittimamente negati fino a oggi dalla pubblica amministrazione al personale ATA senza riscuotere nessun successo in merito.

La sentenza della Corte di Cassazione citata in questo contesto afferma che nell’impiego pubblico contrattualizzato l’attribuzione del buono pasto ha carattere assistenziale, è legata a una particolare articolazione dell’orario di lavoro e non riguarda né la durata né la retribuzione del lavoro.

Tuttavia, nonostante queste sentenze e iniziative, i buoni pasto per i docenti e il personale ATA non sono stati inclusi nel nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro e resteranno anche a fronte del rinnovo 2022/23 un miraggio.

NOTA ARAN DIRITTO AL PASTO PER I COLLABORATORI

Secondo quanto riportato dall’Aran, il comparto scuola in Italia non ha diritto ai buoni pasto. Tuttavia, l’amministrazione può riconoscere ai propri dipendenti il buono pasto sostitutivo del servizio mensa, ai sensi dell’art.45, comma 1, del CCNL del 14.9.2000.

In merito al personale della scuola, l’Aran ha chiarito che i collaboratori scolastici hanno diritto al pasto in mensa, precisando che “il servizio mensa costituisce un servizio essenziale per il funzionamento della scuola e, pertanto, il personale addetto alla sua gestione ha diritto al pasto in mensa

La nota Aran ammette il diritto alla mensa per i collaboratori scolastici che forniscono servizio mensa è l’orientamento n. CIRS64 del 24 febbraio 2021.

In questo orientamento, l’Aran chiarisce che tra i compiti dei collaboratori scolastici vi rientra, oltre all’ordinaria attività di vigilanza, anche l’assistenza necessaria durante il pasto nelle mense scolastiche.

Questo è previsto nella tabella A area A del CCNL del 29.11.2007, che indica che il personale ATA sia “addetto ai servizi generali della scuola con compiti di vigilanza sugli alunni, compresa l’ordinaria vigilanza e l’assistenza necessaria durante il pasto nelle mense scolastiche

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