Anticipi legge di Bilancio 2024

Anticipi legge di Bilancio 2024. La scuola ne esce male. Del resto il quadro economico è nerissimo. Quali spese per l’istruzione e per il contratto sono previste?

Anticipi legge di Bilancio 2024. Prospettive nerissime

Anticipi legge di Bilancio 2024. Questa dovrà essere approvata dal Consiglio dei Ministri e inviata entro il 15 ottobre  alla Commissione europea per la ratifica. Abbiamo però le “briciole di pane” declinate nei percorso contenuto nel Nadef 2023 (27 settembre) Da esso non si potrà uscire considerato il nerissimo quadro economico declinato nell’inflazione alta (5,9% Istat), nel Prodotto interno lordo (ricchezza del Paese) che cresce solo dell’1,2%, nel pessimo rapporto Debito/Pil al 140% ca e per finire nel deficit fissato al 4,3%.
Il Ministro Giorgetti e il suo staff hanno previsto una legge di Bilancio in deficit che dovrà finanziare sostanzialmente il cunero fiscale per il 2024, l’adeguamento delle pensioni e i contratti pubblici (soprattutto quello della Sanità)

Stallo della spesa per l’istruzione e contratto mancetta

Da qui non è difficile tirare le somme per l’istruzione. Sicuramente la spesa diminuirà. L’indicazione è esplicita nel Def 2023  e implicitamente confermata Nadef (assente ogni aggiornamento) Nel lungo periodo 2025-2070 dal 3,8% al 3,4% anche per l’effetto del decremento demografico (pag, 116).  Per il contratto 2022-24 sarà difficile centrare l’obiettivo minimo dell’adeguamento al tasso d’inflazione programmato (sempre inferiore a quello reale) che caratterizza i patti contrattuali da trent’anni. Le risorse economiche previste dalle leggi di Bilancio (prima chiamate finanziarie) sono regolate dal  D.lvo29/93 solo formalmente abrogato, Per la scuola (contratto 2019-21) le quote aggiuntive  al tasso d’inflazione programmato sono il risultato di altri provvedimenti (ad esempio i 300 milioni)
Per il contratto del pubblico impiego 2022-24 (quindi anche per la scuola) le prospettive sono nerissime. Sono previste la  metà delle risorse (3 miliardi di € da aggiungere a un altro già stanziato), rispetto a quelle richieste dal Ministro della Funziona pubblica (8 miliardi di €)
Tenendo presente che il pubblico impiego è composto da quattro comparti (Funzioni centrali, locali, Istruzione/Merito della Ricerca e Sanità), i docenti percepiranno solo 30 € medi lordi. Poco più di quelli ipotizzati da M. Pacifico (Anief).
Se questa sarà la cifra, risulterà di molto inferiore al tasso di inflazione programmato (7,1% 2022, 5,9% 2023). Scrivevo qualche giorno fa: “allora potremo affermare con certezza che la contrattazione sarà un ricordo. Si affermerà il criterio di premiare con poche risorse le novità (ad esempio insegnante tutor, orientatore…)

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