docente

riceviamo e volentieri pubblichiamo

Gentile redazione,

vorrei condividere con voi una dolorosa riflessione sul mio ruolo di docente.

Mi trovo in una difficile situazione a scuola a causa di una collega. Questa persona è una delle docenti più anziane del plesso sul quale sono stato nominato da gps come “sostegno specializzato”: siamo in un plesso piccolo, con una classe per ogni età, 2 ata e la cuoca.

È una persona molto formata ma di scarsa elasticità mentale, abituata ad avere sempre ragione e soffre di patologie di salute e postumi covid che l’hanno evidentemente resa instabile nelle manifestazioni emotive: quest’anno avrebbe la possibilità di chiedere la pensione anticipata, non avendo l’età minima richiesta, ma non è convinta di farla perché teme una decurtazione dello stipendio.

Ebbene questo soggetto, con le sue esternazioni, tiene in scacco l’intero plesso.

Per riassumere la situazione:

chi lavora autonomamente sbaglia, perché non fa quello che avrebbe fatto lei;

chi non lavora sbaglia, perché ruba lo stipendio, invece di fare come fa lei;

chi fa ciò che indica lei sbaglia, perché lei lo farebbe meglio;

chi attende le sue istruzioni sbaglia, perché non può certo fare tutto lei.

In ogni momento della giornata, anche davanti ai bambini, parla male di qualcuno (docenti, ata, cuoca, studenti e genitori, non si salva nessuno) cercando di portare l’interlocutore del momento a darle ragione: passa dal sorriso a esternazioni parossistiche di lesa maestà in pochi secondi e, spesso, senza che l’interlocutore capisca cosa l’abbia fatta scattare.

Ovviamente, per i bambini questo è deleterio e lo somatizzano, e di conseguenza l’atteggiamento di questa docente peggiora perché non riesce a raggiungere il suo ideale di gestione della classe: soldatini ammaestrati e silenziosi, che rispondono a comando alle istruzioni, partecipi, aperti e attivi…ma solo quando lei dà loro il permesso.

Dal suo punto di vista è colpa di chiunque non sia lei stessa, perché non insegnamo l’educazione e permettiamo di fare i capricci ai nostri bambini preferiti, ed è colpa doppia perché dovremmo sapere da soli cosa fare per… suppongo la definizione giusta sia “addestrarli a non dare fastidio”.

In ogni situazione non ci sono obiettivi e strategie ma solo colpe e colpevoli da neutralizzare.

Quando vuole ottenere qualcosa sparge lodi (falsissime, che suonano come prese in giro fin dal principio), e di fatto pretende in cambio che gli altri aderiscano ai suoi ordini senza fiatare, anche se a parole dice il contrario di quello che pretende con il suo comportamento: una doccia scozzese che ha minato l’autostima di validissimi docenti, rovinato la reputazione della scuola e ha fatto scappare famiglie, collaboratori e colleghi.

Personalmente, non sono più in grado di sostenere la situazione: amo il mio lavoro e i miei alunni, ma mi sto rovinando la salute.

Il medico mi ha consigliato di abbandonare.

Ho avuto un colloquio con il DS, ma sono solo in questo, perché chi è obbligato a frequentarla non ha il coraggio di denunciare per paura delle ripercussioni, quindi nessuno ha il coraggio di sostenere la mia versione: preferiscono mentire e subire piuttosto che scatenare la sua ira.

Mi chiedo perché nel lavoro più delicato e bello del mondo possano esistere situazioni simili.

Siamo alla fine del  2023 e noi docenti siamo abbandonati in dinamiche che, con tutta evidenza, derivano da stanchezza mentale e problemi di salute.

Basterebbero serie politiche di tutela del ben-essere scolastico, controlli, e ricambio generazionale, per evitare fenomeni come questi.

Tra aggressioni da parte degli studenti, da parte dei genitori, da parte dei colleghi, mi chiedo se dovremo arrivare alla cronaca nera prima che il ministero torni a fare il suo lavoro anziché limitarsi ad essere un burocrate asettico e lontano.

lettera firmata

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