La professione d’insegnante è considerata spesso come una delle più nobili e gratificanti sotto l’aspetto emotivo e funzionale alla società.

I docenti hanno il compito di plasmare le menti dei giovani, ispirare il futuro, e fornire un bagaglio di conoscenze e valori ai loro studenti.

Ma cosa accade quando questo sogno si scontra con ostacoli e disuguaglianze sistemate?

Il Sequel…

Questo seconda puntata in stile serie tv, della Rubrica Vita da Idonei: Racconti di Speranze, Sacrifici e Aspirazioni per il Futuro dell’Insegnamento, si concentra come sempre su storie, riflessioni e problemi attuali dei docenti “idonei”, coloro che, pur avendo superato concorsi e formati con determinazione, si ritrovano spesso a dover affrontare incertezze e frustrazioni.

Qui👇 trovate la prima parte, se ve la siete persa 😅

https://www.vocedellascuola.it/2023/10/08/vita-da-idonei-racconti/

Il Lungo Cammino dell’Idoneo

Molti docenti iniziano il loro percorso con un obiettivo chiaro: ottenere un posto fisso nella scuola italiana. Tuttavia, il sistema spesso si dimostra un ostacolo duro da superare. Molti di coloro che oggi vengono definiti “idonei” hanno vissuto anni di sacrifici, mettendo da parte il proprio tempo e le proprie ambizioni per concentrarsi sugli studi e cercare di vincere un concorso.

C’è chi ricorda con gioia il momento del conseguimento della specializzazione in sostegno e il superamento del concorso, ma tale gioia è effimera. Mentre la scuola italiana si prepara ad accogliere il nuovo percorso abilitante, questi insegnanti “idonei” temono di finire in fondo alle liste, senza la possibilità di ottenere un posto fisso.

L’aspirazione di molte di queste persone è, almeno, riuscire a lavorare come supplenti, ma questa speranza è minacciata. C’è il timore che il nuovo sistema possa mettere alla pari gli “idonei” con chi otterrà l’abilitazione in futuro, rendendo ancora più difficile il loro cammino verso un ruolo fisso.

Possibile una sola voce sindacale?

Nel deserto sindacale tra precari e concorsi, l’unica voce sindacale che emerge è quella della Uil Scuola Ruae del suo Segretario generale Giuseppe D’Aprile, i quali affermano con forza, che la soluzione non è tagliare posti nella scuola, ma trasformare i posti di organico di diritto in organico di fatto.

Questa modifica potrebbe contribuire a stabilizzare il sistema educativo, invece di continuare a fare affidamento su insegnanti precari che mantengono a galla le istituzioni scolastiche.

Gli altri sindacati? Non pervenuti o pervenuti fittiziamente, impegnati altrove a criticare contratti già firmati da loro stessi o ad organizzare manifestazioni inconcludenti che portano a niente se non alla crescita personale di qualcuno pronto a candidarsi alle prossime elezioni, sic!

Scegliere il Proprio Destino

Un altro punto critico che molti “idonei” sollevano riguarda la loro mancanza di scelta in merito ai posti di lavoro. Nonostante abbiano superato più di un concorso, spesso si ritrovano a dover accettare incarichi in cui non sono interessati.

Questi docenti chiedono il diritto di poter scegliere la cattedra che più li appassiona, in base ai meriti accumulati nei vari concorsi.

È un richiamo alla giustizia e all’equità: perché non dovrebbero poter selezionare la loro destinazione coloro che hanno dimostrato grande dedizione e competenza?

L’Amarezza dell’Insegnante All’estero

Un ulteriore punto di vista viene da coloro che, come neolaureati, hanno studiato e sacrificato molto per superare il concorso. Sono passati anni, spesso a mettere a rischio la loro vita personale, solo per scoprire che i loro sforzi potrebbero non essere sufficienti a garantire loro un posto stabile. È un’amarissima ironia del destino, visto che il sistema sembra continuare a cambiare le regole del gioco.

Richieste di Cambiamento

In chiusura, i docenti “idonei” sollevano diverse richieste: anzitutto, chiedono che i concorsi siano banditi solo per le cattedre la cui graduatoria è esaurita. Questo permetterebbe loro di accedere al sistema più rapidamente.

In secondo luogo, chiedono una distinzione tra coloro che hanno superato concorsi complicati e chi, in futuro, potrebbe acquisire abilitazioni pagando. È un appello all’equità, sottolineando che il merito dovrebbe essere riconosciuto.

Inoltre, queste persone sottolineano la necessità di mantenere il principio di continuità didattica, garantendo ai docenti un posto stabile e vicino alle proprie radici, dove possono dare il massimo e svolgere un lavoro significativo.

Infine, chiedono uno sguardo più attento al curriculum e all’esperienza degli insegnanti “idonei” e sostengono che questi meritano una corsia preferenziale per il rientro in ruolo.

Il sistema educativo italiano è un pilastro fondamentale per il futuro del paese. Investire in questi docenti, che hanno dimostrato dedizione e sacrificio, è un investimento in una formazione di alta qualità e, alla fine, nell’educazione delle future generazioni.

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