Il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) ipotizzato per il triennio 2019-2021 ha introdotto importanti novità per il personale ATA, tra cui nuove aree, requisiti d’accesso ai vari profili e passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento.

Tuttavia, la mancata firma della UIL Scuola Rua ha sollevato diverse critiche riguardo alla valorizzazione del personale ATA e alla precarizzazione del lavoro degli Assistenti Amministrativi.

In particolare, è stata contestata l’attribuzione di incarichi triennali senza formazione preventiva, che è stata considerata una precarizzazione della figura degli ex assistenti amministrativi facenti funzione.

Ipotesi CCNL 2019/21 e contestazione dei profili professionali

L’ipotesi di CCNL 2019/21 è stata sottoscritta tra il Ministero dell’Istruzione e organizzazioni sindacali, ad eccezione della UIL Scuola, il 14 luglio 2023.

Tuttavia, la contestazione dei profili professionali, in particolare per gli Assistenti Amministrativi, è stata una delle ragioni della mancata firma della UIL Scuola Rua.

La contestazione riguarda l’attribuzione di incarichi triennali senza formazione preventiva, che è stata considerata una precarizzazione della figura degli ex assistenti amministrativi facenti funzione.

Aumento del carico di lavoro dovuto alle piattaforme digitali

L’aumento del carico di lavoro per gli Assistenti Amministrativi a causa dell’utilizzo delle piattaforme digitali è un argomento che non è stato specificamente trattato nei risultati della ricerca.

Tuttavia, è possibile ipotizzare che l’introduzione di nuove tecnologie e strumenti digitali possa comportare un aumento delle responsabilità e delle attività svolte dagli Assistenti Amministrativi.

Nuove mansioni senza formazione preventiva

La contestazione riguardo all’attribuzione di nuove mansioni senza formazione preventiva è stata sollevata in relazione all’ipotesi di CCNL 2019/21 e alla mancata firma della UIL Scuola Rua.

Secondo l’articolo 2103 del Codice Civile, il mutamento di mansioni dovrebbe essere accompagnato, ove necessario, dall’assolvimento dell’obbligo formativo.

Tuttavia, la norma in esame è stata riscritta nel 2015 e, prima di tale data, il tema della formazione era assente dalla disciplina del mutamento di mansioni.

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