Una tantum alla scuola

Una tantum alla scuola. Gli importi natalizi. L’effetto faro rischia di non far vedere la realtà che rema contro i docenti

Una tantum alla scuola

Una tantum ai docenti (e non solo). Il governo conferma l’ipotesi di Money e dal sottoscritto sostenuta. Si legge: “Nel dettaglio, come ci spiega Il Sole 24 Ore, la motivazione per cui le risorse per la contrattazione verranno stanziate nel 2023 e non nella prossima manovra è prettamente tecnica, una decisione motivata dalla necessità di caricare sul deficit di quest’anno una parte di spesa che altrimenti non sarebbe gestibile sui saldi del 2024″. L’ipotesi è stata tradotta dal Decreto anticipi, tecnicamente proposto come Fiscale (n°145, 18 ottobre 2023). “Nelle more della definizione del quadro finanziario complessivo relativo ai rinnovi contrattuali per il triennio 2022-2024, per il personale con contratto di lavoro a tempo indeterminato dipendente dalle amministrazioni statali, in via eccezionale, l’emolumento di cui all’articolo 1, comma 609, secondo periodo, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, nel mese di dicembre 2023 è incrementato, a valere sul 2024, di un importo pari a 6,7 volte il relativo valore annuale attualmente erogato, salvi eventuali successivi conguagli.” (art. 3). La decisione è sicuramente coraggiosa, ma necessaria, giustificabile e coerente con la regola del trucco contabile.

Gli abbaglianti non favoriscono la riflessione

Quindi il comparto scuola e non solo riceverà un anticipo  della somma che dovrà essere definita a livello contrattuale. L’operazione sarà conclusa nel mese di dicembre. Come abbiamo scritto per ragioni contabili. Innegabile, però l’effetto umbriacatura prodotto dal combinato stipendio/tredicesima/una tantum. Prevedibile la ricaduta pratica: assopire ogni protesta o rivendicazione. Le piazze risulteranno vuote (F. Barbera 2023), riducendo le opportunità di incontro, riflessione e di prospettiva. Anche il mito della caverna di Platone aiuta a comprendere la situazione. Il prigioniero che si libera, uscendo dalla caverna inizialmente rimane abbagliato. Questo stato impedisce al prigioniero di vedere la realtà. Ovviamente forzando la sua lettura, può essere applicato anche alla situazione-fari abbaglianti dei docenti. Questa “montagna di soldi” rischia di annebbiare, acceccare la capacità critica dei docenti. A dire il vero, ci sono dei docenti che esprimono dubbi e scetticismo 
Soprattutto sui dettagli tecnici. Vediamoli. Innanzitutto non si tratta di aumenti e tanto meno di adeguamenti, in quanto le somme ipotizzate coprono solo il 2024, lasciando scoperti il 2002 e 2023. Secondo il Sole 24 ore per coprire l’inflazione complessiva dei tre anni in questione (18€) occorrerebbero 30 miliardi. I 5/7 miliardi rappresentano un impegno finanziario molto lontano dallipotesi del giornale economico.
A questo occorre aggiungere che le cifre stellari che girano in questi giorni sono sempre lorde. Quindi occorrerà comprendere quale aliquota sarà applicata. L’ultimo esempio è rappresentato dal conguaglio del dicembre 2022, quando le somme ipotizzate si ridussero di molto per effetto della percentuale applicata sul lordo.
Infine, l’una tantun rappresenta un anticipo lordo. La somma è 2 miliardi di €. Ne restano 3-5. Come dichiarato da G. Meloni la corsia preferenziale appartiene alla Sanita e alle forze armate. Da qui la domanda: quanto resterà (lordo) agli altri comparti? Difficile ipotizzare delle cifre, anche per la diversa loro composizione numerica. Sicuramente è lecito pensare che resteranno le briciole.

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