Orario settimanale dei docenti, come sapete lo definisce il DS , è una sua specifica competenza, secondo criteri definiti dal Collegio dei docenti, criteri didattici con il fine di offrire agli alunni la migliore offerta formativa possibile che deriva da una razionale distribuzione oraria nella giornata scolastica e nel corso della settimana che nella maggior parte delle scuole oggi si articola in 5 giorni, avendo buona parte di esse optato per il sabato libero.

Si utilizza di solito un programma per definire materialmente l’orario. In realtà dopo l’elaborazione cosa succede? Parte il gioco dei desiderata prioritariamente espressi e quindi degli aggiustamenti all’orario

In realtà quella dei desiderata è l’argomento che maggiormente appassiona gli insegnanti tra settembre e ottobre a cavallo tra l’ orario o meglio gli orari provvisori e poi quello definitivo, in alcune scuole l’orario definitivo arriva molto tardi.

Tra l’altro c’è il problema di definire l’orario dei docenti che prestano servizio su coe in due scuole e a volte anche in tre. Ecco perché, a nostro avviso, le Coe andrebbero finalmente abolite in organico di diritto.

Generalmente i DS delegano la definizione dell’orario settimanale ai loro collaboratori che a loro volta si servono di una commissione orario che raccoglie i desidera dei docenti rimaneggiando continuamente l’orario.

Ma a cosa servono i desiderata? Ad accontentare pochi e a scontentare molti. I desiderata comunque creano scontenti che poi si lamenteranno per mesi e a volte per ripicca si assentano.

Si accontentano gli amici e gli amici degli amici ( orari con giorni pieni e altri semiliberi) con un gioco che si basa sul do ut des.

In questo modo si fidelizzano i docenti, qualora ce ne fosse bisogno, alla linea gestionale e didattica voluta dal DS e realizzata attraverso le figure di Staff oggi numerose nelle scuole dopo legge 107. In questo modo si ottengono i consensi per le delibere volute dal DS o per i voti nelle elezioni RSU. Come pensate che i DS abbiano reclutato tra i riottosi gli orientatori e o i tutor?

Quello dei desiderata relativi all’orario fa parte della gestione clientelare oggi presente nelle scuole.

Quale sarebbe la linea da adottare? Visto che i desiderata generano clientelismo e scontento allora, basta inserire come variabili i soli criteri indicati dall’organo collegiale, meglio il rispetto delle regole e dei diritti degli alunni che i desiderata dei docenti.

Tuttavia i desiderata servono a dividere i docenti, insomma per citare un altro detto latino: divida et impera.

Libero Tassella SBC

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