Dopo il pronunciamento del 30 ottobre sulla Campania, stavolta arriva la sentenza per la Puglia. Ma a parità di richiesta l’ esito è diametralmente opposto.

Si parla, ovviamente, del dimensionamento scolastico previsto dal Decreto Interministeriale per la definizione dell’ organico di Dirigenti Scolastici e DSGA per il triennio 2024-2027 che, la scorsa settimana ha subito uno stop nella regione di Vincenzo De Luca grazie al pronunciamento del TAR locale.

Esito opposto invece per lo stesso ricorso presentato dalla Puglia al TAR del Lazio che ha negato la sospensione cautelare ed ha rimandato la discussione al 21 novembre.

“Accogliamo con soddisfazione la decisione del Tar del Lazio, competente in materia” ha commentato il ministro dell’ Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Rimarcando quanto detto a proposito della sentenza campana: “siamo già al lavoro per ricorrere al Consiglio di Stato, fiduciosi della bontà delle nostre ragioni. Pur nel rispetto che si deve ad ogni pronuncia giurisdizionale, non può ritenersi condivisibile che il Tar Campania si sia dichiarato competente su un decreto, adottato di concerto tra due ministeri, che reca i criteri per la definizione dell’organico dei dirigenti scolastici sull’intero territorio nazionale”.

Commentando la decisione del TAR del Lazio, Valditara ha aggiunto: “nelle motivazioni della decisione viene chiarito che nei contenziosi portati avanti dalle Regioni non c’è alcun danno grave e irreparabile che giustifichi una misura cautelare. Avanti, dunque, nell’attuazione della misura, richiestaci dall’Europa, che non prevede la chiusura di plessi ma solo l’ammodernamento del nostro assetto organizzativo, attraverso l’eliminazione progressiva delle reggenze. Grazie a questa riorganizzazione avremo scuole più efficienti e risparmi per 88 milioni di euro; risorse che potranno essere reinvestite per il personale scolastico e non solo”.

Una vicenda che assume ora i contorni del giallo, in attesa dei pronunciamenti degli analoghi ricorsi di Emilia Romagna e Toscana.

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