dimensionamento

Sospesa dal Consiglio di Stato la sospensiva del TAR Campania sul dimensionamento scolastico. La notizia ha cominciato a circolare nei gruppi social dedicati alla scuola, già nel tardo pomeriggio di lunedi.

Poi la notizia data per certa dal quotidiano il Mattino che alle 23.30 pubblica per certa la notizia e spiega: “Il motivo della decisione del Consiglio di Stato (tecnicamente è un decreto cautelare monocratico) risiederebbe in particolare nel «periculum in mora» cioè l’estensione del perimetro di applicabilità della pronuncia del Tar Campania, favorevole alla Regione, anche ad altre realtà regionali, determinando a cascata contraccolpi sull’intero impianto del decreto e sulla individuazione degli organici”.

Sarebbe in sostanza confermata la linea adottata da MIM e MEF ed anticipata subito dal Ministro Valditara, che a poche ore dalla sentenza aveva dichiarato il suo convincimento dell’ incompetenza del TAR campano su di un provvedimento che avrebbe riguardato indirettamente anche le altre regioni.

La notizia arriva ad una settimana dal pronunciamento favorevole della Campania, e dopo lo stop di venerdi scorso del TAR Lazio alla richiesta di sospensione cautelare per la stessa materia presentata dalla regione Puglia.

Nel ricorso depositato domenica, spiega il Mattino, “In tredici pagine, l’Avvocatura dello Stato elenca i motivi per rigettare la sospensiva, stabilendo prima di tutto «l’incompetenza del giudice che ha concesso la misura cautelare» stabilendo che la sede non doveva essere Tar Campania ma il Tar Lazio. Poi il corposo capitolo sulla «Assenza del requisito del periculum in mora» in cui è stato messo in evidenza che «la decisione appellata, se non immediatamente riformata, determinerà effetti irreversibili sull’intera procedura amministrativa che ha come obiettivo finale e fondamentale l’avvio dell’anno scolastico 2024/2025» e «a livello nazionale». Nel ricorso di MIM e MEF si sottolinea: «In caso di incremento del numero di posti assegnati alla Regione Campania, i Ministeri appellanti sarebbero costretti a rimodulare in diminuzione il numero di dirigenti e direttori assegnato a tutte le altre Regioni italiane con il sicuro effetto, quindi, di non riuscire a coprire l’effettivo fabbisogno di personale nelle altre Regioni e, perciò, sull’intero territorio nazionale; circostanza che, evidentemente, pregiudicherebbe gravemente il regolare avvio dello stesso anno scolastico 2024/2025». Altro punto recriminato: «il provvedimento adottato dal Tar Campania rischia finanche di pregiudicare l’attuazione degli impegni assunti dall’Italia in sede sovranazionale con l’adozione del Pnrr»”.

Adesso la questione passa alla Corte Costituzionale che proprio oggi comincerà le audizioni di Puglia, Emilia Romagna e Toscana e già il 21 potrebbe pronunciarsi sui loro ricorsi.

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