Testata al professore

Testata al professore. L’ultimo esempio di violenza contro un docente. La cronaca non dice nulla sull’accesso del genitore-cliente.

Testata al professore. La vicenda

Testata al professore. E’ l’ultimo fatto di cronaca che conferma il profilo di docenti con l’elmetto.
Ecco i fatti:”Un professore è stato aggredito dal padre di uno dei suoi studenti nei corridoi della scuola. È accaduto ad Arbus, in Sardegna, dove il genitore si è scagliato contro il docente e lo ha colpito con una testata. Il motivo? Avrebbe rimproverato il figlio per il suo comportamento in classe. Il 53enne avrebbe affrontato il professore a scuola e l’avrebbe aggredito colpendolo con untestata al volto. Sarebbe quindi nata una colluttazione, terminata solo con l’arrivo dei carabinieri che hanno separato i due.”

L’accesso del genitore-cliente a scuola

Questa la vicenda. Nel resoconto manca un particolare importante: l’entrata. Chi ha fatto accedere il genitore a scuola? Con quale motivazione è potuto entrare in una struttura pubblica? Difficile comprendere la dinamica da queste poche righe:”Il genitore è corso a scuola e ha affrontato nel corridoio l’insegnante” Gli interrogativi necessitano di risposte.
In attesa che arrivino, occorre ribadire che i genitori non  possono, non devono entrare a scuola! Questa è un’istituzione pubblica, frequentata prevalentemente da minori! La scuola ha il dovere di tutelarli. Stesso discorso vale per gli insegnanti e il personale scolastico. Da tanti fatti di cronaca che presentano violenze fisiche sugli insegnanti, emerge la sensazione che qualche genitore si senta padrone dell’istituzione. In altri termini, il cliente può tutto (o quasi)! Ha sempre ragione!
La convinzione è pulviscolare, presente a livelli diversi nella mente dei genitori.  E qui arriviamo alla grande criticità introdotta dall’autonomia scolastica ( L.59/97 e D.P.R.275/99)

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