irene manzi

“Al di là delle dichiarazioni del Ministro Valditara, in questa legge di bilancio per l’istruzione sono previsti molti tagli con una pesante spending review e nessun investimento significativo.
Nei prossimi tre anni è previsto un taglio progressivo al budget del Ministero: un vero e proprio disinvestimento. Non sono stati recuperati in alcun modo i quasi 500 milioni di euro tagliati con l’ultima legge di bilancio.

La mancanza di risorse mortifica un settore che avrebbe bisogno di ben altri investimenti. Ai tagli per il triennio 2023-2025 richiesti per finanziare questa manovra senza prospettiva, si sommano altri 100 milioni spalmati nel triennio 2024-2026.

Significativo il numero di tagli previsti: 35 milioni in meno nel triennio per il fondo nazionale per il sistema integrato di educazione e istruzione; 11,5 milioni in meno nel triennio per il fondo buona scuola per il miglioramento e la valorizzazione dell’istruzione scolastica; 4 milioni in meno nel biennio al fondo unico per il welfare dello studente e per il diritto allo studio; quasi un milione in meno destinato alle politiche contro la dispersione scolastica e il disagio giovanile; più di 4 milioni in meno sempre fino al 2025 per il sostegno alle famiglie per il diritto allo studio; 1,7 milioni tagliati all’istruzione terziaria non universitaria e alla formazione professionale. Ma si potrebbero citare tante altre voci che hanno subito un taglio.

A ciò si aggiunge la sforbiciata alle pensioni di molti lavoratori, tra cui proprio gli insegnanti, che dal 1 gennaio 2024 si vedranno liquidare trattamenti calcolati con aliquote più basse con una perdita di pensione netta annuale tra il 5% e il 25% ; misura che dovrebbe imbarazzare chi ha fatto della cancellazione della legge Fornero un cavallo di battaglia elettorale. Anche le risorse previste per i rinnovi contrattuali, che pure sono presenti, rischiano di non essere sufficienti a coprire l’inflazione di questi anni.

Avremmo voluto trovare conferma degli impegni presi dal ministero pochi mesi fa per il diritto allo studio contro il carovita. Non troviamo purtroppo nessuna misura in tal senso. Ci batteremo con i nostri emendamenti al Senato per questa misura, come per le risorse a favore della gratuità dei nidi, a sostegno della comunità educante.

Ci stiamo confrontando con associazioni e parti sociali nella direzione di un reale e positivo coinvolgimento per dare, attraverso i nostri emendamenti, una prospettiva a questa legge di bilancio.

La verità, al di là degli annunci fatti a mezzo stampa, è che questa legge di bilancio disinveste sulla scuola, mortifica un settore chiave nella vita del Paese. Si continua purtroppo a fare cassa sulla scuola. Anche per questo, l’11 novembre scenderemo in piazza. Per rilanciare un’idea alternativa di Paese”. Lo scrive in una nota Irene Manzi, responsabile scuola del Pd e capogruppo della commissione VII alla Camera

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