Un episodio di violenza inaudita ha scosso la comunità scolastica di Villacidro, un paese di 13mila abitanti nel Sud della Sardegna. Un padre di 53 anni ha aggredito con una testata al volto un insegnante di matematica di 56 anni, che aveva rimproverato il figlio per il suo comportamento in classe.

I Fatti

Il fatto è accaduto in una scuola superiore della provincia di Cagliari. Durante una lezione mattutina, l’insegnante aveva rimproverato un allievo di 16 anni per aver parlato troppo. In risposta al rimprovero, il ragazzo ha insultato l’insegnante, poi è fuggito dall’aula e ha chiamato il genitore.

Poco dopo, il padre è entrato nella scuola e ha affrontato l’insegnante nei corridoi, colpendolo con una testata al volto. L’aggressione ha causato un parapiglia che è terminato solo con l’arrivo dei carabinieri e del 118.

Sia l’insegnante che il padre dello studente sono stati trasportati all’ospedale di San Gavino per essere medicati. Il professore è stato dimesso con una prognosi di 15 giorni, mentre il genitore dell’alunno è stato dimesso senza alcuna prognosi.

I Carabinieri, le conseguenze e il Ministero

I carabinieri della Compagnia di Villacidro stanno valutando di denunciare l’aggressore per lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

In base al Decreto Caivano approvato ad inizio settembre dal Consiglio dei Ministri, il genitore potrebbe rischiare l’arresto immediato, poiché tale reato è stato inserito nella lista di quelli per cui è possibile l’arresto facoltativo in flagranza.

Inoltre, il ministero dell’Istruzione e del Merito dovrebbe costituirsi parte civile per difendere in tribunale il docente colpito con violenza dal genitore.

Casi di violenza in aumento

Questo episodio si inserisce in un contesto di crescente violenza verso gli insegnanti. Di recente, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha rivelato che i casi di violenza verso gli insegnanti in servizio si sono attestati su una media di cinque al mese.

Chi protegge la Scuola? Cosa fare in casi come questi

Quando un docente subisce un’aggressione verbale o fisica, deve sempre informare, con una lettera scritta, relazionando il tutto al proprio dirigente scolastico, che è obbligato ad adottare le necessarie misure per tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei dipendenti.

Se l’insegnante ha riportato traumi o ferite, deve recarsi subito in pronto soccorso per le cure del caso e chiedere il rilascio del certificato medico attestante la diagnosi e le circostanze che hanno causato la richiesta di cure mediche presso la struttura ospedaliera.

DaSco per i Violenti!

Per prevenire ulteriori episodi di violenza, l’associazione dei collaboratori dei presidi, Ancodis, ha chiesto di introdurre il DaSco, il Divieto di Accesso in ambiente Scolastico, da imporre per un determinato periodo a tutti quei studenti e genitori che producono violenza nei confronti degli insegnanti.

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