L’istruzione tecnica agraria garantirà il futuro al pianeta? In Italia gli istituti agrari intercettano appena l’1,5% dei nuovi iscritti ogni anno, eppure gli studenti che escono da queste scuole hanno un tasso di occupazione tra i più alti dell’intera filiera tecnico-professionale, pari a oltre l’80%. Chi si laurea in una facoltà di agraria ha il 300% in più di possibilità di trovare lavoro, tre offerte durante il corso di studio.

L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mondo del lavoro e le macchine sostituiranno moltissimi compiti che in passato richiedevano l’intervento umano. Algoritmi e sistemi di apprendimento automatico svolgeranno compiti in modo più efficiente ed efficace rispetto agli esseri umani.  L’agricoltura si sta orientando verso soluzioni innovative che aiutano gli agricoltori a ottimizzare i processi operativi. L’automazione, grazie all’IA, sta portando anche a miglioramenti significativi nella sicurezza e nella qualità del lavoro.

Eppure, resiste il pregiudizio ideologico che ritiene l’agricoltura zappa, sudore e sfruttamento allontana i giovani dall’agricoltura e, conseguentemente, dall’istruzione tecnica. Al contrario, oggi il mondo dei campi è tecnologia, ricerca e modernità. Le nuove strumentazioni disponibili per la gestione dei processi di lavoro sono all’avanguardia e consentono attraverso la sensoristica 4.0, la valorizzazione dell’agro-biodiversità, agricolture rigenerative. Già oggi l’innovazione digitale sta caratterizzando l’azienda agricola del futuro, basti pensare all’agricoltura di precisione, ai droni o alle NGT.

In futuro, probabilmente, molte professioni scompariranno ma di sicuro il futuro dell’agricoltura è il futuro del pianeta. Avremo ancora bisogno di cibo. E avremo bisogno che per produrlo sia rispettato l’ambiente. Ma c’è un problema, mancano coloro che dovrebbero raccogliere questa sfida, perché al mondo ci sono sempre meno agricoltori.

Attualmente le imprese agricole gestite da giovani sono le più digitalizzate, multifunzionali e competitive, ma ancora troppo poche per tenere il passo con un settore che offre invece molte potenzialità. La sfida dell’intero comparto è di coniugare la tradizione delle nostre produzioni agroalimentari con l’innovazione possibile solo se si punta ad un ricambio generazionale e ad una migliore qualificazione degli operatori.

È, dunque inderogabile la costruzione di una filiera formativa ben strutturata che, come detto, ad oggi si presenta con numeri ancora bassi. La filiera attualmente si sviluppa tra istituti tecnici e professionali nella secondaria superiore e negli ITS Academy nel settore terziario (Area tecnologica Nuove tecnologie per il made in Italy – Sistema agro-alimentare). Parliamo di circa 300 istituti (tecnici e professionali) che, attualmente, già formano circa 60 mila studenti. Il governo ha promesso, per il 2024, campagne di orientamento per famiglie e ragazzi, per dimostrare che l’intera filiera dell’istruzione tecnico-professionale è “un canale formativo di serie A, anzi di Champions League, e per sensibilizzare gli studenti sui fenomeni legati alla contraffazione delle produzioni a denominazione di origine e biologiche”.

L’Unione europea è impegnata a sostenere finanziariamente i giovani agricoltori. A dare ancora più ottimismo è la consapevolezza della sostenibilità che sta crescendo e tutti sanno che l’agricoltura può farsene carico, diventando quindi più attraente anche per nuove generazioni.

I contadini del futuro passeranno più tempo dietro al computer che sul trattore.

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