quote blu

Il primo sarà il concorso per dirigenti scolastici e successivamente le procedure selettive legate al PNRR.

Parliamo del contenuto del D.P.R. 82/2023  che, nella sua formulazione,  intende ristabilire un equilibrio di genere nelle regioni in cui la disparità tra uomini e donne supera il 30%. Sarà così che (ad eccezione che in Sardegna  Valle d’Aosta e Molise) a parità di punteggio (dato da titoli e servizio) si darà preferenza al candidato di sesso maschile.

Nei bandi delle pubbliche amministrazioni, infatti,  deve essere indicata la percentuale di rappresentatività dei generi, calcolata al 31 dicembre dell’anno precedente. Si va così a vedere che differenza c’è tra la presenza di donne e uomini e, qualora fosse superiore al 30%, si applicherà la preferenza per il genere meno presente.

Un intervento quello citato,  che, sulla carta, riuscirà a ripristinare l’equilibrio di genere che a oggi appare decisamente lontano da raggiungere: su 700mila docenti di ruolo in cattedra, infatti, ben 580mila sono donne.

Per quanto riguarda i presidi, in realtà,   per lungo tempo, fino agli anni 2000, c’erano due uomini ogni tre posti. Sono stati gli ultimi concorsi ad andare in controtendenza.

Nell’ambito della scuola primaria e dell’infanzia, invece, la differenza è molto marcata: in questi ordini di scuola insegnano per il 95% docenti di sesso femminile.

Positivo il prof. Giannelli, dell’ANP che accoglie la novità ricordando come, a suo tempo fossero state accolte le quote rosa. “Si ristabilisce equità” conclude.

Più cauta, invece, Dirigentiscuola, con Attilio Fratta, che sostiene “anche dando ai maschi la precedenza, a parità di punteggio saranno pochissimi. Se si volessero equilibrare veramente le quote bisognerebbe ripristinare i concorsi per genere”. Evidentemente non proponibili.

Scettiche, invece,  UIL e CISL che si esprimono in termini di “forzatura” rispetto all’interpretazione della norma relativa alla parità di genere.

Intanto i bandi (quello per dirigenti scolastici è atteso da tempo) restano in bozza. Da molte settimane (nonostante l’ok della Commissione Europea) a turno vengono pubblicati comunicati sull’imminente uscita, ma per ora nulla gli interessati attendono il via libera del MIM.

 

Autore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.