“Il 17 novembre come Rete della Conoscenza, come studentesse e studenti, come giovani, come lavoratori e lavoratrici, come precarie e precari esistenziali, scenderemo in piazza in tutto il paese per ribadire ancora una volta il nostro no al modello d’istruzione e di società che questo governo e i suoi predecessori hanno costruito. Scenderemo in piazza con i lavoratori e le lavoratrici del sindacato che hanno deciso di convergere sullo sciopero internazionale studentesco” – dichiara Tess Kucich, coordinatore della Rete della Conoscenza – “La nostra generazione vive il dramma di passare da una crisi all’altra. Siamo cresciuti durante e dopo la crisi del 2008, abbiamo vissuto sulla nostra pelle la pandemia ed oggi ci troviamo ad affrontare le conseguenze del carovita in un paese in cui il valore reale dei salari negli ultimi decenni è andato calando. Siamo più poveri dei nostri genitori, paghiamo affitti folli per vivere nelle nostre città, facciamo lavori precari e sottopagati, veniamo discriminati se non conformi al modello di vita eterocispatriarcale, subiamo decenni di politiche sociali ed ambientali che hanno lacerato il nostro tessuto sociale e messo in pericolo in nostri territori”
 “Viviamo esistenze precarie, invisibilizzati dall’opinione pubblica o bollati come scansafatiche, viziati, apatici.” – continua Riccardo Ferrante, responsabile dell’organizzazione della Rete della Conoscenza – “Oggi siamo in piazza anche per dimostrare quanto questa narrazione sia falsa. La nostra generazione è ostaggio dell’ideologia del merito tanto cara a questo governo e in particolare ai ministri Valditara e Bernini. La meritocrazia non è altro che uno strumento retorico con cui giustificare le enormi diseguaglianze di questo paese e i tanti episodi di sfruttamento coperti dietro le tanto frequenti accuse di essere dei lavativi.”
“Non siamo più disposti ad accettare tutto ciò.” – conclude Simone Cigliano, esecutivo nazionale della Rete della Conoscenza – “Vogliamo costruire l’alternativa a questo sistema ingiusto nei nostri territori e in tutto il paese. Vogliamo iniziare a farlo dalla scuola e dall’università. Dopo il 17 novembre saremo a Bologna il 19 novembre per l’assemblea per “Un’altra Università” lanciata da Link-Coordinamento Universitario, ADi e FLC; il 25 novembre saremo sotto il Parlamento per mostrare il nostro dissenso di fronte ad una legge di bilancio che arricchisce chi già ha e lascia indietro i più deboli ed infine, il 9 e 10 dicembre saremo di nuovo a Bologna per l’assemblea nazionale nazionale della Rete della Conoscenza per scrivere insieme la ricetta per un futuro migliore. Il 17 novembre tutti in piazza per il primo passo. NESSUN MURO AL NOSTRO FUTURO” 

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