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Gli aumenti stipendiali per il personale della scuola arriveranno a breve. Lo ha confermato ieri il ministro dell’Istruzione e del Merito durante un convegno a Roma: “Avevo messo al primo posto il finanziamento importante di tutto il personale della scuola e così è stato – ha detto il ministro Giuseppe Valditara -. Lo stanziamento di 5 miliardi è significativo e insieme al taglio del cuneo fiscale per molti lavoratori della scuola potrà rappresentare un passo avanti”. Il sindacato Anief apprezza l’impegno portato avanti del ministro dell’Istruzione attraverso la manovra di bilancio 2024 attraverso l’allargamento degli sgravi fiscali e dell’indice di assegnazione dell’indennità di vacanza contrattuale che da 1,5 passerà a circa 6 punti percentuali. Il problema, però, è che nell’ultimo biennio, tenuto per legge come riferimento in caso di contratti scaduti, come nel settore della Conoscenza, l’inflazione si è posizionata bel oltre il 15% se non quasi al 20%.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “il recupero prodotto dal Governo con l’indennità di vacanza contrattuale e la riduzione del peso fiscale purtroppo è ben lontano dal coprire il caro-vita: poiché l’una tantum per il 2022 non compensa il maltolto, siamo costretti a fare partire le diffide Anief per tutti i lavoratori della scuola che potranno in tal modo recuperare almeno quasi 1.000 euro ciascuno. A questo si aggiunge l’ormai solita discriminazione dei precari, ai quali non verrà assegnata la quota per il passato e per i quali abbiamo organizzato dei ricorsi specifici per chi ha prestato servizio a partire dal 1° gennaio 2022, così da fare recuperare loro fino a 1.500 euro”.

“La verità è che in Italia l’ordinamento giudiziario ha accolto solo sulla carta il principio di parità di trattamento del personale sancito dalla direttiva europea 70/99 che mette sullo stesso precari e personale di ruolo. Se il legislatore non è in grado di fare rispettare questa indicazione, vorrà dire che ci penserà il giudice”, conclude Pacifico.

A tale scopo risultano di buon auspicio le innumerevoli vertenze in Tribunale favorevoli prodotte fino ad oggi a tutela di questo personale: dalla Carta del docente alla ricostruzione della carriera, delle ferie non godute agli scatti stipendiali.

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