sciopero

Oggi Roma è teatro di un grande sciopero organizzato dai sindacati CGIL e UIL.

La piazza è piena di persone che chiedono diritti e rispetto, parole d’ordine che risuonano tra i manifestanti. Centinaia di palloncini rossi e blu fluttuano sopra la folla, mentre fischietti, striscioni per la pace e cartelli contro la privatizzazione, l’alto costo della vita e le morti sul lavoro si ergono tra la moltitudine.

La manifestazione è organizzata in occasione dello sciopero generale dei sindacati CGIL e UIL contro la manovra governativa.

L’evento durerà tutta la mattina, fino alle 13. Sul palco allestito su un lato della piazza, si alterneranno i discorsi dei segretari generali dei due sindacati, Maurizio Landini e Pier Paolo Bombardieri.

La protesta non si limita alla sola Piazza del Popolo. In Piazza Santi Apostoli, si svolgerà un’altra manifestazione della CGIL “sulla controversia sulle commissioni territoriali per i rifugiati politici”.

Nel pomeriggio, i rappresentanti di Slc Cgil organizzano un’altra protesta in via Molise, per chiedere al Ministero del Lavoro un sistema di formazione professionale nazionale e pubblico, una legge contro i contratti pirata e il rinnovo del Ccnl Fp.

La Scuola presente!

La delegazione scuola di Cgil è UIL non manca qui in piazza, per dire No all’autonomia differenziata, contro il dimensionamento scolastico, basta vincoli nella mobilità e la mancata valorizzazione di chi lavora quotidianamente nella scuola, che le nomine in ruolo ritornino in presenza.

Giuseppe D’Aprile, Segretario Nazionale della Federazione UIL Scuola RUA, ha sottolineato l’importanza di affrontare l’emergenza dei contratti di lavoro precari, che riguardano oltre 200.000 persone nel settore scolastico e la riapertura del CCNL 2019/21 contratto peggiorativo per tutto il personale docente ed ATA

La manifestazione di oggi è solo l’inizio di una serie di mobilitazioni proclamate da CGIL e UIL: cinque giornate con scioperi e manifestazioni in 58 piazze, con oltre 100 presidi su base territoriale e regionale, che coinvolgeranno le Regioni del Nord il 24 novembre e quelle del Sud il 1° dicembre. Sicilia e Sardegna si fermeranno rispettivamente il 20 e il 27 novembre.

In questo contesto di protesta, i sindacati chiedono rispetto e diritti, sottolineando l’importanza del diritto di sciopero come strumento di pressione nei confronti del governo. Nonostante le limitazioni imposte, i lavoratori continuano a lottare per i loro diritti, dimostrando la forza e la determinazione del movimento sindacale italiano

 

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