(ndr: Articolo inviato dall’autrice un’ora prima della notizia dell’arresto di Filippo Turetta in Germania)

E’ stato detto anche di Filipppo Turetta: “era un bravo ragazzo”, quante volte lo abbiamo sentito? Lo ha affermato il suo avvocato Emanuele Compagno, assegnato d’ufficio alla famiglia Turetta dopo che il figlio, ancora ricercato, è stato iscritto nel registro degli indagati per tentato omicidio. L’ avvocato ha anche aggiunto che a Giulia Cecchettin il ragazzo voleva bene, le faceva i biscotti, e che, a suo avviso, potrebbe essere una lite finita male.
Una lite finita male? Sono mamma di una giovane donna, il suo fidanzato è un bravo ragazzo, le vuole bene, ha la faccia pulita come questo possibile truce assassino e mentre scrivo mi sento ribollire il sangue. Era un bravo ragazzo? Quale messaggio stiamo trasmettendo alle nostre figlie? Che un ragazzo che dice di amarle si può trasformare da un momento all’altro in un mostro? E’ questo il modo per infondere fiducia nelle relazioni e far crescere i giovani in modo sano? “Era un bravo ragazzo” è un messaggio che, alla luce di quanto accade con frequenza davvero allarmante, risulta crudele e assolutamente privo di empatia, rispetto, considerazione e onestà intellettuale nei confronti di tutte le donne, delle nostre figlie, delle nostre alunne che hanno in corso relazioni apparentemente felici e che spesso lo sono per davvero. Dove finisce il diritto alla difesa del singolo e dove inizia il bene della collettività? Cosa può mai pensare una ragazza che ascolta un giorno sì e l’altro pure di una sua coetanea fatta a pezzi, pugnalata, strangolata persino nel sonno e finanche con un bambino in pancia da quello che considerava un vero amore? Che ciò può accadere anche se lui è un bravo ragazzo e non ha mai fatto del male a nessuno, quindi può accadere anche a lei? Non è così. Nessuno vorrebbe essere nei panni della famiglia di Filippo Turetta la cui sorte, al momento, risulta ancora sconosciuta, ma forse è arrivato il momento di dire basta a messaggi del genere e chiedere che la frase “era un bravo ragazzo” sia bandita da tutti i canali di informazione, nessuno escluso, di fronte ad un possibile, probabilissimo tragico omicidio , l’ennesimo ai danni di una donna, in questo caso giovane, talentuosa e in procinto di laurearsi in ingegneria biomedica. Un assassino è un mostro e non può essere un bravo ragazzo, noi ci dobbiamo indignare, arrabbiare, dobbiamo apporre un veto fermo e potente ad ogni informazione scorretta che possa minare la serenità nostra e dei nostri figli, in particolare delle nostre figlie femmine, perché davvero la misura è colma e non se ne può più. Dall’inizio del 2023 sono state ammazzate 102 donne, in media una ogni 4 giorni, 53 di queste sono state ammazzate dai loro mariti, compagni,  fidanzati, per lo più “ex” evidentemente incapaci di accettare la fine di una relazione (Ansa) e la frase “era un bravo ragazzo” ricorre troppo spesso e totalmente a sproposito. Un assassino lancia sempre dei segnali, è questo che dobbiamo spiegare alle nostre figlie, a riconoscerli subito, bisogna parlarne, informarsi, approfondire, educare a casa e a scuola, e devono lavorarci anche le famiglie con i loro figli maschi, anzi principalmente loro. Le amiche di Giulia sapevano del timore che la ragazza aveva espresso nei confronti del suo ex. Giulia aveva paura di Filippo perché lui non aveva accettato la fine della relazione lo scorso mese di agosto. Lo aveva detto alle amiche ma non alla sorella, nemmeno ai genitori. La paura e’ un altro elemento importantissimo su cui bisogna fermarsi, da capire e studiare. La paura non può essere elemento di una relazione amorosa, in verità non può esserlo di alcuna relazione e noi abbiamo il dovere di insegnare alle nostre figlie a manifestarla, a parlarcene, a confidarcela al primo segnale, schiaffo, segno di squilibrio, alla prima minaccia. Abbiamo davvero tanto su cui lavorare ma nessuno deve ridursi a farlo con il terrore che anche un bravo ragazzo possa diventare un mostro, perché i ragazzi sani esistono per fortuna e sono tanti, mentre chi uccide senza pietà è un assassino, il suo nome è questo e non altri, non vogliamo più sentire altro, per il nostro bene, per il bene delle nostre figlie e di tutte le donne.

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