Non c’è libertà se non si difende la Vita, diritti sanciti dalla Costituzione. In questo senso la scuola non è solo luogo di studio, conoscenza, cultura, apprendimento dei saperi, ma soprattutto educazione, teatro di crescita civile, luogo in cui nascono e crescono affetti, sentimenti, e si affermano le prime amicizie oltre la famiglia. Un luogo di socializzazione e formazione della personalità con il compito di fornire gli strumenti necessari per crescere culturalmente, psicologicamente e socialmente, al fine di acquisire un certo grado di responsabilità e autonomia.

I principi del cristianesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano all’interno dei quali la specificità Umana si concretizza nella consapevolezza di essere unione di Corpo e Spirito e nella capacità di integrarli e farli interagire.

A scuola l’ora di religione non è, come spesso si pensa, un’ora di catechismo, anzi, lo stato Italiano riconoscendo come propri il diritto e il rispetto alla vita, nel 1984, con la revisione dei Patti Lateranensi, chiarisce come l’inserimento dell’insegnamento della religione nella scuola italiana adotta con rigore e lealtà i principi di laicità dello stato proponendo la religione come studio sull’uomo in quanto tale, sulla divinità e sul rapporto fra uomo e Dio.

La revisione dei patti prevede espressamente che: La Repubblica italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i principî del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano, continuerà ad assicurare, nel quadro delle finalità della scuola, l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado.

È bene precisare che allo stato italiano è chiaro che il Codice di diritto canonico prescrive che:

L’Ordinario del luogo si dia premura che coloro, i quali sono deputati come insegnanti della religione nelle scuole, anche non cattoliche, siano eccellenti per retta dottrina, per testimonianza di vita cristiana e per abilità pedagogica.

Dunque una condivisione di principi che rispondono all’esigenza di rispettare le finalità proprie della scuola, una materia rispondente ai bisogni educativi degli studenti oggi quanto mai complessi.

Basta un po’ di fantasia all’insegnante accorto per trasformare l’ora di religione in un’ora di sviluppo umano, sufficiente per impiantare dei semi di curiosità, stimoli intellettuali per spingere i giovani a domandare di più, a chiedersi di più, a essere di più e a pretendere di più da sé stessi.

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