Laureata in Scienze e Tecnologie del Trasporto Aereo Serena Peduto è docente tecnico pratico di informatica nella regione di residenza dopo una lunga esperienza di insegnamento in provincia di Treviso. Specializzatasi presso il Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione dell’Università di Salerno ha conseguito il titolo per lo svolgimento del sostegno didattico agli alunni con disabilità nella Scuola Secondaria di II Grado. Appassionata di paracadutismo è protagonista della correlazione ‘Volo e Disabilità’ ed ideatrice del Progetto IRIS – il messaggio di essere liberi, in seguito pubblicato, con la tesi di laurea, da ANACNA Associazione Nazionale degli Assistenti e Controllori della Navigazione Aerea. La Prof.ssa Peduto, che affianca al suo lavoro di insegnante la passione per il volo, ha inoltre partecipato a svariati convegni istituzionali e agli eventi del FIABADAY 2022 e 2023 durante i quali ha testimoniato, mediante video patrocinati dall’Ente Nazionale Aviazione Civile (ENAC) e altri enti su come sia possibile trasformare una condizione di svantaggio in un punto di forza.

Attraverso il mondo aeronautico, infatti, Serena induce le persone a ridisegnare i contorni della propria vita e a porre le basi per la proiezione della stessa nel presente e nel futuro. Per la prima volta in Italia, il 29 ottobre scorso si è tenuta presso il tunnel del vento Aero Gravity (MI) la Handifly Race che, nata in Francia, è l’unica competizione di volo indoor per atleti con disabilità. Serena ha conquistato il 2° posto nella categoria Novice regalandoci una competizione di grande valore sportivo e a breve concluderà la laurea magistrale in ingegneria gestionale per dedicarsi in toto al mondo del volo toccando la disabilità nell’ambito dell’IA.

Chiediamo alla Prof.ssa Peduto, nella doppia veste di neo insegnante di sostegno e di appassionata di volo se attraverso la sua esperienza formativa è stato possibile delineare un percorso efficace di inclusione scolastica nel contesto scuola.

 L’insegnante è una combinazione di saperi, valori e riflessioni da mettere a disposizione della scuola per realizzare il percorso inclusivo degli allievi. La mia opinione personale è che, nonostante una puntuale preparazione teorica non si è mai abbastanza preparati alla realtà dell’insegnamento perché ogni alunno è dotato di un’unicità propria e, soprattutto, non si ragiona mai per esperienza pregressa di insegnamento. Il percorso formativo, portato a termine il 13 giugno scorso, mi ha vista partecipe in maniera costante, sostenuta dai docenti che mi hanno avvicinata a nuovi modi di vedere. Affiancata da mia sorella Sarida, che ha seguito il percorso formativo riferito alla scuola secondaria di primo grado, ho sentito fortemente il bisogno di stabilire nuove relazioni, premessa essenziale per una cooperazione sul campo, nonché di raccontarmi attraverso la mia storia di appassionata del volo correlato alla disabilità.

Inclusione, contesti, attenzione all’unicità della persona, impegno condiviso ed esperienze di gruppo. Ancora una volta le chiedo una sua opinione sulle attività dell’anno scolastico precedentemente svolto

 La considerazione può apparire ovvia e scontata ma solo ad una prima rapida occhiata. Ricordo ancora di aver iniziato i primi giorni di settembre dello scorso anno scolastico chiedendomi se fossi o meno all’altezza dei bisogni inclusivi degli allievi, ma poi, testimoniando la necessità di essere pronta a rimettermi in discussione, mi sono posta la stessa domanda più volte. L’insegnate di sostegno è l’insegnante di tutti e l’anno scorso ho avuto la straordinaria opportunità di contornarmi di unicità e di lavorare con la mia collega Agostina, quell’anno insegnante di sostegno. Abbiamo preso decisioni pertinenti, attuato abilità di problem solving e condiviso regole utili per creare inclusione, interdipendenza positiva e coesione per muoverci ‘in gruppo’ interagendo con le altre componenti scolastiche.

Per favore, esprima un suo parere sul problema della mancata continuità dell’insegnante di sostegno. Anche in questo caso è possibile avanzare delle proposte per limitare i danni?

 Ricordo che dall’ultima settimana di maggio dello scorso anno scolastico si è reso necessario cambiare gradualmente metodologia e lavorare sul distacco perché la scuola diventa come una seconda casa dove trovare punti di riferimento che si vorrebbero stabili a lungo. Il problema della precarietà è un problema abissale che si affianca a quello della mancata continuità scolastica da parte dei docenti, siano essi curricolari o di sostegno, infatti più della metà del personale è costantemente sostituibile. La scuola è l’Azienda del sapere e come tale va incrementato notevolmente l’investimento pubblico, va stabilizzata la precarietà storica e va assunto personale perché tutto ciò è diventato necessario per delineare linee precise.

 La collaborazione con gli insegnanti di classe e con l’intero personale della scuola è alla base di un processo educativo e didattico personalizzato che, per dirsi efficace, deve essere condiviso. Come ritiene meglio favorire l’incontro, il dialogo e il lavoro cooperativo?

Siamo artisti diversi, artisti che appartengono ad un unico team che ha la fortuna di lavorare costantemente per il futuro degli alunni che oggi sono il nostro presente mentre noi, domani, saremo il loro passato. L’incontro, il dialogo e il lavoro cooperativo sono forme adattate per confrontarci insieme ma il tutto è già presente intorno a noi. Bisogna imparare ad osservare con occhi diversi ciò che già ci circonda ed affinare la riflessione sul vissuto professionale e personale di colleghi, dirigenti e personale ATA: tutto ciò non solo genera un miglioramento per ciò che sono e che saranno le proprie competenze ma anche un’innovazione nei racconti di un passato.

La scuola inclusiva è anche una scuola accessibile, una scuola a misura di tutti. Questa affermazione trova conferma nel territorio nella quale opera? Riscontra problemi strutturali generalizzati?

 Nelle realtà territoriale nella quale opero e nei plessi dove insegno riscontro scuole inclusive, accessibili e a misura di tutti. Ovviamente esistono difficoltà generali in qualsiasi ambito, come ho dichiarato al pubblico del FIABADAY e noi non siamo realmente pronti ad accogliere nel concreto ogni unicità. Mi piace però concludere con una frase di Leonardo da Vinci che porto sempre con me ‘Le distanze si ridussero e raggiungere le mète prima di allora divenne normalità’. Ogni volta che incontro difficoltà personali o lavorative associo alla parola ‘distanza’ il mio significato e contemporaneamente riduco la rotta per raggiungere la mia mèta.

 

 

 

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