Serve la collaborazione e l’azione convinta delle famiglie, della collettività, delle istituzioni.

Il piano predisposto, in bozza già ad inizio autunno, dal ministro Valditara introduce l’educazione alle relazioni nelle scuole. Progetto ideato per contrastare la violenza di genere e affermare la cultura del rispetto. Utile ma non risolutivo.
Quel che appare sempre più evidente è la necessità di una alleanza che va ricostruita tra scuola e famiglia, luogo cruciale nel quale far partire ogni modello educativo durevole e condiviso. Di quante missioni sociali vogliamo far carico gli insegnanti?
Esistono prigioni visibili e prigioni invisibili: la scuola ha lo scopo di educare e rendere liberi.
Le parole pesano e sono importanti. Educare al rispetto è il primo passo. Ne siamo convinti. E la scuola in questa direzione fa già moltissimo.
Autodeterminazione e libera scelta sono i cardini di una società capace di interrompere spirali di incomprensioni e violenza – sottolinea D’Aprile – conosciamo bene l’impegno degli insegnanti in questa direzione ma il loro lavoro quotidiano va sostenuto attraverso la collaborazione e l’azione convinta delle famiglie, della collettività, delle istituzioni, per contrastare ogni forma di sopraffazione, violenza e molestia.
Riaffermare il ruolo del personale della scuola significa, in questo quadro di azione, ribadire la centralità della funzione docente come libera organizzazione dei tempi, dei programmi, delle azioni, delle misure di intervento e supporto, al fine di garantire agli alunni quel percorso di crescita che li porta ad essere cittadini del mondo. In queste azioni la scuola deve essere lasciata libera ma non sola.

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