Il sistema di reclutamento di cui all’emendamento onorevole Bucalo cavalcato anche da alcuni sindacati è un intervento contro il PNRR, e se approvato, porrebbe l’Italia fuori dal
PNRR e costituirebbe l’ennesimo provvedimento che condurrebbe l’Italia anche in procedura d’infrazione.


Il PNRR e la stessa legge con cui l’Italia ha avviato la prima fase di attuazione del PNRR, ovvero, il nuovo sistema di formazione integrata legge 79/2022, prescrivono che il ruolo si acquisisce solo mediante pubblici concorsi nazionali infatti la legge 29.06. 2022 n. 79 “conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 30.04.2022, n. 36, recante ulteriori misure urgenti per l’attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)”, al capo viii “istruzione” art 44 formazione iniziale e continua dei docenti scuole ordinarie” apporta modifiche al d. legislativo n. 59/2017 e ne sostituisce l’articolo  “sistema di formazione iniziale e accesso al ruolo” – costituendo il primo step di attuazione del PNRR per il reclutamento dei docenti – prescrivendo espressamente che ii percorsi di formazione iniziale si concludono con una prova finale e prescrivendo espressamente che “ la selezione dei docenti di ruolo avviene sulla base di un concorso pubblico nazionale per la copertura dei posti vacanti e disponibili dell’organico dell’autonomia” con ciò, l’Italia, da una parte, introduce un nuovo sistema di formazione, dall’altra,
ribadisce nell’attuazione del PNRR, che l’accesso al ruolo avviene sulla base di un pubblico concorso nazionale.

Ora cosa sta accadendo in Italia?
La manovra del cosiddetto nuovo reclutamento in discussione al Senato mediante emendamenti al decreto anticipi è in violazione della legge 79/22 di istituzione dello stesso
nuovo sistema di formazione integrato perché prescinde per il ruolo dall’accesso mediante un pubblico concorso nazionale. 

L’emendamento dell’onorevole Bucalo è finalizzato ad istituire un sistema di reclutamento ed immissione al ruolo sulla base della prova finale dei nuovi percorsi di formazione in
violazione della legge 79/22 che espressamente prescrive l’accesso al ruolo solo mediante pubblico concorso nazionale e che espressamente prevede la prova finale come prova del
solo percorso formativo il cui superamento è solo il presupposto, titolo e requisito preliminare per l’accesso al pubblico concorso nazionale per l’immissione in ruolo.
la costituzione italiana prevede che l’accesso alla pubblica amministrazione avviene mediante un pubblico concorso nazionale.

Il PNRR prevede l’accesso al ruolo mediante pubblico concorso nazionale e la legge 79/22 prevede l’accesso al ruolo mediante pubblico concorso nazionale
perché, invece, ora in Italia si discute di una proposta anticostituzionale, contraria alla normativa italiana e quindi anche al PNRR e, gli idonei concorso ordinario 2020?

Molte leggi dello stato italiano nel 2022 e 2023, al fine di dare attuazione al PNRR e tenuto conto che gli idonei del concorso ordinario 2020 sono quei docenti che hanno superato un
pubblico concorso nazionale avente tutti i requisiti e parametri previsti dal PNRR e delle successive leggi dello stato italiano, ovvero:

– dpr 36/22 – legge di conversione 73/22 “ misure per l’attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza” di cui è titolare il Ministero dell’Istruzione.


– il decreto legge n. 75 del 22.06.2023 – convertito in legge n. 112 del 10.08.2023  proprio per l’attuazione del PNRR hanno statuito che le graduatorie degli idonei giusto concorso ordinario 2020 e
giusta idoneità, sono ad esaurimento e che quindi gli idonei concorso ordinario 2020 hanno il diritto al ruolo mediante lo scorrimento delle rispettive graduatorie sino al loro completo e definitivo esaurimento.


Quindi leggi dello stato italiano del 2022 e del 2023 hanno previsto il diritto degli idonei concorso 2020 ad essere immessi in ruolo mediante lo scorrimento delle rispettive
graduatorie che sono diventate graduatorie ad esaurimento pertanto l’emendamento al decreto anticipi sul cd doppio canale di reclutamento mediante immissione in ruolo
dei docenti abilitati mediante il nuovo percorso di formazione integrato senza e prescindendo dal pubblico concorso nazionale è illegittimo e lesivo del diritto degli idonei concorso ordinario 2020 che sono già titolare di tale diritto, la cui attuazione deve essere garantita dallo stato italiano.

L’emendamento in questione e la manovra politica sottesa ledono palesemente la costituzione, le leggi dello stato e quelle dell’Europa. la manovra è finalizzata ad eludere l’ attuazione del diritto al ruolo di cui gli idonei concorso ordinario 2020 sono titolari, con ciò, determinando il precariato illegittimo dei docenti italiani idonei concorso ordinario 2020, ovvero, il precariato dei docenti per i quali in virtù del superamento del suddetto concorso ordinario pubblico nazionale, le leggi dello stato per l’attuazione stessa del PNRR ne hanno previsto il ruolo mediante l’esaurimento delle rispettive graduatorie. Una tale direzione politica è illegittima e in contrasto con l’Europa e atta a mettere l’Italia nell’alveo di una gravissima posizione di infrazione del diritto europeo per cui il nostro paese non potrà che essere sanzionato oltre che atto di irresponsabilità rispetto agli obiettivi del PNRR.

Gli idonei concorso ordinario 2020 chiedono:

– che l’Italia provveda a dare attuazione del loro diritto al ruolo in adempimento delle proprie leggi fra cui il PNRR stesso.
– che pertanto sia concretamente attuato lo scorrimento delle proprie graduatorie e riservata loro una percentuale adeguata alla sostanziale e concreta attuazione del loro diritto al ruolo anche mediante il riconoscimento degli stessi diritti riservati alle GAE precedenti.

 

Un gruppo di docenti idonei del concorso ordinario 

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