Nella provincia di Napoli, una scuola è stata colpita da un drammatico episodio di violenza quando uno studente quindicenne ha reagito con un pugno dopo essere stato rimproverato dalla sua insegnante di 64 anni.

 

La docente è stata colpita al petto e ha necessitato di cure mediche, ma fortunatamente è stata dimessa lo stesso giorno. Nonostante la professoressa abbia scelto di non sporgere denuncia, la procura dei minori è stata informata e la scuola ha adottato provvedimenti disciplinari.

La dirigente scolastica ha sottolineato l’eccezionalità dell’evento in un contesto noto per il suo impegno nella legalità e nel rispetto civico. La comunità scolastica, scossa dall’accaduto, sta cercando di mantenere un clima di dialogo e comprensione. Un rappresentante degli studenti ha espresso la volontà di risolvere i conflitti attraverso il dialogo anziché la violenza.

Il sindaco ha visitato la scuola per comprendere direttamente l’accaduto, enfatizzando l’importanza di percorsi educativi e di recupero. Nel contesto legale, è cruciale sottolineare che insultare o aggredire un docente è considerato un reato, in quanto i professori sono riconosciuti come pubblici ufficiali, come stabilito dall’articolo 357 del Codice Penale Italiano.

Inoltre, la recente approvazione di una proposta di legge rende più severe le pene per genitori e alunni che aggrediscono un insegnante a scuola. La pena massima, che attualmente è di cinque anni in caso di aggressione, aumenterebbe fino alla metà se coinvolge un membro del personale scolastico, portando la pena a sette anni e mezzo di carcere per un’aggressione e quattro anni e mezzo per oltraggio. Questo rappresenta un passo significativo per garantire la sicurezza e il rispetto per tutta la comunità scolastica.

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