Si è concluso il confronto richiesto dai sindacati con l’Ufficio di Gabinetto del ministero dell’Istruzione e del Merito sui nuovi corsi abilitanti per insegnare: l’incontro, svolto anche alla presenza dei rappresentanti del dicastero dell’Università e della Ricerca che hanno confermato la mancanza dell’ultimo parere di Anvur per far partire i corsi, prevede una prima procedura concorsuale da bandire entro fine anno per 44 mila unità per ogni ordine e grado, di cui 20 mila unità per triennalisti e laureati con 24 cfu per la secondaria. La seconda sessione concorsuale si svolgerà invece entro settembre 2024, con un’estensione della data finale di conclusione dei nuovi corsi abilitanti da 30 e da 36 CFU dal 24 febbraio prossimo all’estate 2024. Il terzo concorso sarà infine bandito entro l’estate del 2025 rivolto a chi ha superato anche i 60 CFU per essere assunti entro l’estate del 2026.

Anief ha ribadito la necessità di adeguare il numero programmato al reale fabbisogno sia su posto comune che di sostegno rispetto alla sola offerta formativa degli atenei, di chiarire l’accesso del 45% delle quote di riserva in ogni ateneo e di superarlo a regime con una programmazione di accesso diretto scaglionato, in particolare per i docenti ingabbiati e per chi ha diritto se di ruolo a poter conseguire altra abilitazione per favorire i passaggi di ruolo. Anief ha poi formalmente chiesto di permettere la contemporanea frequenza tra TFA e corsi abilitanti e l’accesso dei laureati che competano i crediti mancanti per l’accesso alle classi di concorso nei mesi successivi ed entro il 2024. Ultima richiesta è stata quella di uniformare presso le Università la modalità per riconoscere i crediti formativi per chi accede ai nuovi percorsi abilitanti.

“In generale – ha commentato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – , oggi si è ribadita la necessità di ritornare al doppio canale di di reclutamento tutelando le aspirazioni degli idonei degli ultimi concorsi, ma garantendo lo scorrimento delle GPS su posti dati alle Gae esaurite in considerazione che le ultime nove procedure concorsuali non hanno risolto il problema dell’abuso dei contratti a termine e per la quale è stata presentata una precisa proposta di legge in Senato”.

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