“La violenza contro le donne si combatte anche con l’aiuto dell’azione educativa della scuola e l’educazione affettiva è fondamentale, ha fatto bene il ministro dell’Istruzione e del Merito a ribadirlo e a creare delle iniziative in tal senso. Solo che non basta, perchè servirebbe introdurre la disciplina in modo strutturale: l’educazione civica, che invece oggi è trasversale a più discipline, dovrebbe di nuovo diventare, come vent’anni fa, una materia a sé con ore settimanali ad hoc e una sua dignità”: lo dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, a commento delle tante manifestazioni contro i femminicidi e la violenza sulle donne.

Il sindacalista ricorda che “oggi l’educazione civica si svolge per 33 ore complessive per anno scolastico, una a settimana affidata a quasi tutti i docenti di ogni classe. È chiaro che non può bastare per contrastare l’imperversare di ostilità nei confronti delle donne. Come non bastano le 30 ore aggiuntive introdotte dal Ministero qualche giorno fa, perché extracurricolari e affidate principalmente sempre ai docenti mentre la presenza di esperti esterni sarebbe solo occasionale”.

“Oltre ai corsi sull’affettività – continua Pacifico – c’è il problema di sensibilizzare i nostri studenti su temi caldi come l’educazione alla salute, la sicurezza, l’educazione sui luoghi di lavoro. Vale anche per chi svolge attività prevalentemente pratica, ad esempio nei Centri di formazione professionale. Ricordiamoci poi che si tratta di un tema, quello dei comportamenti sani e del rispetto dell’altro, che fanno capo anche all’insegnamento dei diritti europei, non solo della Costituzione italiana”.

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