Stando ai rumors circolati questa mattina, il Liceo del Made in Italy e l’opzione Economico Sociale delle Scienze Umane, meglio conosciuta come LES, si sarebbero definitivamente separati in due percorsi indipendenti, scongiurando il rischio di fusione fra i due a favore di quello di prossima istituzione, il Liceo del Made in Italy che, col tempo e in assenza di un chiaro intervento normativo, potrebbe decretare la scomparsa del LES, a danno di una delle migliori proposte formative degli ultimi anni e, ancora una volta, della c.d.c A046.

Ebbene il rischio di fusione, stando ad una verifica delle fonti, permane ancora nel comma 4 dell’art.13 della proposta di legge sul Made in Italy che, diversamente da quanto sostenuto da più parti, non risulta affatto soppresso.

In effetti, stando alle svariate rassicurazioni sul caso da parte dei componenti della VII Commissione Cultura, tale comma 4 andrebbe semplicemente abolito come già richiesto nel corso delle consultazioni. Tuttavia andiamo per gradi, per chiarire meglio i passaggi fondamentali dell’esame della proposta di legge in corso.

Partiamo dall’ Atto Parlamentare Camera dei Deputati n°1341 – A , presentato il 27 luglio 2023, nel quale figurano i pareri delle varie Commissioni, in particolare, il PARERE DELLA VII COMMISSIONE PERMANENTE (CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE), della quale si riporta in un passaggio:

  • La VII Commissione, esaminato, per le parti di propria competenza, il disegno di legge C. 1341, d’iniziativa del Governo, recante disposizioni organiche per la valorizzazione, la promozione e la tutela del made in Italy esprime PARERE FAVOREVOLE con le seguenti osservazioni: (pagine 11 e 12) a) ….

b) valuti la Commissione di merito l’opportunità di includere il Liceo del made in Italy, introdotto dall’articolo 13, nel sistema dei licei previsto dal Regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 89, quale nuova articolazione, completando in tal modo l’offerta formativa con un percorso di studi maggiormente incentrato sulla gestione del mondo dell’impresa, con particolare riferimento alle filiere produttive dei settori rappresentativi del made in Italy, mantenendo l’attuale opzione economico-sociale del Liceo delle scienze umane, stante la consolidata e fruttuosa esperienza del predetto percorso formativo che coniuga l’acquisizione delle competenze di carattere economico-giuridico con quelle proprie delle scienze umane;

c) valuti la Commissione di merito l’opportunità di incrementare e sostenere le conoscenze, le abilità e le competenze connesse al made in Italy anche nei percorsi di scuola secondaria di secondo grado già esistenti, diversi dal liceo del made in Italy previsto dall’articolo 13, nonché nei percorsi degli Istituti tecnologici superiori (ITS Academy), in modo da avvicinare i giovani alla cultura imprenditoriale e alla conoscenza delle lavorazioni artigianali e industriali della nazione;

d) provveda la Commissione di merito, sempre con riferimento alle disposizioni contenute nel comma 4 nell’articolo 13, a tutelare gli attuali livelli occupazionali del personale docente presso i Licei economico-sociali.

Ebbene, il parere della VII Commissione si fonda proprio sull’esame del comma 4 dell’art.13 del Titolo III della proposta di legge riguardante l’Istituzione del Liceo del Made in Italy. Ecco il testo:

TITOLO III ISTRUZIONE E FORMAZIONE Art. 13. (Liceo del made in Italy)

  • Comma 4. A partire dalle classi prime funzionanti nell’anno scolastico 2024/2025, l’opzione economico-sociale del percorso del liceo delle scienze umane prevista dall’articolo 9, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 89, confluisce, subordinatamente alla sussistenza delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, nell’opzione « made in Italy », ferma restando, per le classi successive alla prima, la prosecuzione, ad esaurimento, dell’opzione economico-sociale, senza determinare situazioni di esubero di personale e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. (…)

Sullo stesso punto si è espressa il 6 settembre 2023 anche la Conferenza unificata delle Regioni e delle Province autonome, la quale, nell’esprimere il proprio parere sul provvedimento in esame, ha chiesto proprio l’abrogazione del comma 4 dell’articolo 13 qui in esame, rilevando al riguardo che “Tale modifica permetterebbe di conferire il giusto incardinamento dell’indirizzo Made in Italy quale opzione integrativa dell’offerta educativa e non sostitutiva dei Licei Economico-Sociali”.

Nei fatti però, il 29 novembre 2023 la X Commissione riunita in sede referente alla Camera ha accolto 4 emendamenti presentati al provvedimento in esame, pubblicandone relativo bollettino, il n.208  da cui non si evince alcuna soppressione dell’art.13 c.4, bensì una sostituzione dell’intero art.13 con un impianto che, relativamente al comma 4, nulla cambia. Ecco il testo dell’emendamento approvato, di cui si riporta soltanto la parte relativa al co.4 ed al co.5 che lo richiama:

  • Sostituire l’articolo 13 con il seguente:

Art. 13.
(Liceo del made in Italy)

4. Nell’ambito della programmazione regionale dell’offerta formativa possono essere attivati, a decorrere dall’anno scolastico 2024/2025, i percorsi liceali del made in Italy di cui al comma 1 a partire dalle classi prime; contestualmente, l’opzione economico-sociale presente all’interno del percorso del liceo delle scienze umane, di cui all’articolo 9, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 89, confluisce nei percorsi liceali del made in Italy, ferma restando, per le classi successive alla prima, la prosecuzione, ad esaurimento, dell’opzione economico-sociale. L’attivazione dei suddetti percorsi liceali del made in Italy avviene nei limiti del contingente organico dei dirigenti scolastici e dei direttori dei servizi generali e amministrativi di cui all’articolo 19, commi 5-quater, 5-quinquies e 5-sexies, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, senza determinare esuberi di personale amministrativo, tecnico e ausiliario e di personale docente in una o più classi di concorso e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
5. In via transitoria e nelle more dell’adozione del regolamento di cui al comma 2, la costituzione delle classi prime del percorso liceale del made in Italy può avvenire, su richiesta delle istituzioni scolastiche che erogano l’opzione economico-sociale del percorso del liceo delle scienze umane, di cui all’articolo 9, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 89, e previo accordo tra l’ufficio scolastico regionale e la regione, sulla base del quadro orario del piano degli studi per il primo biennio, di cui all’allegato A annesso alla presente legge, subordinatamente alla disponibilità delle occorrenti risorse umane, strumentali e finanziarie, nel limite di quelle disponibili a legislazione vigente nonché all’assenza di esuberi di personale in una o più classi di concorso e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, fermo restando quanto previsto al comma 4.

Giovedì 30 novembre, infine, c’è stata la seduta conclusiva con pubblicazione del bollettino n.209 delle Giunte e delle Commissioni Parlamentari, con le posizioni espresse dai vari gruppi, e delibera finale di conferire il mandato ai relatori a riferire favorevolmente all’Assemblea sul provvedimento in esame.

Martedì 5 ci sarà un nuovo passaggio in Aula e il Comitato dei 9 potrebbe ancora cambiare qualcosa. Attendiamo.

Autore

Un pensiero su “LES e Made In Italy ancora a rischio fusione: ecco i passaggi che lo confermano”
  1. Buongiorno Professoressa, grazie per l’analisi lucida e i preoccupanti chiarimenti. Non mi sembra che la seduta della Camera del 07/12 abbia cambiato qualcosa, o mi sbaglio? Come può essere possibile non creare esuberi cancellando, almeno sul primo biennio, le cattedre di un’ intera classe di concorso, la A018? E come leggere allora i relativi pronunciamenti, a fronte dell’accelerazione che sta avendo l’ iter? L’apertura del governo alle critiche e alle proteste consisterebbe, di fatto, nel rendere facoltativa per il 2024/2025 ( poi si vedrà) la richiesta di attivazione del corso? Tutto qui? Davvero non mi raccapezzo: mi aiuti a capire, per favore.
    Sono un’ insegnante di scienze umane prossima alla pensione, ma vedo con preoccupazione il futuro dei miei giovani colleghi, e ancor più quello dei futuri studenti.

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