Ragazzo accoltellato fuori scuola

Ragazzo accoltellato fuori scuola. Il Ministro risponde, ma la sua soluzione è troppo semplice

Ragazzo accoltellato fuori scuola. La vicenda

Ragazzo accoltellato fuori scuola. La violenza avanza. Purtroppo diventa sempre più esperienza prossima. Non è più solo rappresentazione o notizia giornalistica, ma si insinua nella nostra vita quotidiana tanto da condizionare la nostra percezione della realtà. Siamo immersi infatti in una fobocrazia, più semplicemente in una società della paura. Da qui non soprende la riduzione del tempo a un continuo presente. Il passato è rigettato, in quanto non possiede le soluzioni per uscire dalla gabbia nella quale viviamo. Il futuro è una categoria tramontata. Filosoficamente per l’affermazione del pensiero debole (G. Vattimo), incapace di cogliere nel presente le tracce potenziali del futuro. In modo sintetico viviamo l’esperienza come frammento, l’attimo come dimensione temporale e l’asfittico presente come contrazione.
Fatta questa premessa. Ennesimo fatto di cronaca nera. “All’uscita di scuola in un istituto superiore del cagliaritano, un quattordicenne ha colpito un compagno di 15 anni al petto con un coltello da cucina. Il ferito, che vive a Capoterra, è stato soccorso e portato con l’elicottero all’ospedale Brotzu. È gravissimo e in pericolo di vita.  L’aggressore, che ora rischia l’accusa di tentato omicidio, è in stato di fermo

La risposta di G. Valditara non convince

Immediata la risposta di G. Valditara Ministro del Mim che si augura che venga approvato il Disegno di legge sul voto in condotta.
Invidiabile la convinzione del responsabile dell’Istruzione che coerentemente con la sua visione culturale ritiene risolutivo il suddetto provvedimento. Medesima considerazione sul merito come strumento per migliorare la qualità del sistema scolastico. Le soluzioni semplici servono a far uscire i problemi dalla complessità, consegnandoli al pubblico-bambino come prossimi al superamento.
Per restare in tema, la violenza è un fenomeno complesso che richiederebbe un ripensamento globale della società, iniziando dalla famiglia prima responsabile dell’educazione del figlio, passando per l’offerta televisiva (Squid Game) e concludendo con il contesto sociale. Quindi le soluzioni dovrebbero essere maggiormente articolate e multilivello. Ovviamente si preferisce proporre soluzioni semplici, illudendosi che nelle società complesse possa valere ancora l’esperimento del cane di Pavlov e declinato nel rapporto deterministrico stimolo (voto in condotta)-risposta (soluzione problema).

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