Finalmente, dopo oltre vent’anni, si profila una procedura straordinaria per l’immissione in ruolo dei docenti di religione cattolica precari storici. L’annuncio è stato ufficializzato durante l’incontro tra i sindacati rappresentativi e il Ministero dell’Istruzione e del Merito, incentrato sulla bozza del decreto che regolerà le “Disposizioni concernenti le procedure concorsuali straordinarie riservate agli insegnanti di religione cattolica nella scuola dell’infanzia e della primaria e nella scuola secondaria di primo e secondo grado”. La procedura è attesa nei primi mesi del 2024.

Anief, sindacato giovane e attivo, ha partecipato all’incontro rappresentato dalla segretaria generale Daniela Rosano e la referente nazionale IRC Moira Pattuglia. L’amministrazione ha confermato che il bando sarà pubblicato nei primi mesi del prossimo anno. Tale decisione è stata resa possibile grazie al decreto proroghe, il quale, con l’approvazione dell’emendamento “2-ter”, ha spostato la pubblicazione del bando al 2024, sostituendo le parole “entro l’anno 2023” con “entro l’anno 2024”. Le regole per le assunzioni sono state definite dal decreto PA bis, che ha previsto una quota del 70% per la procedura straordinaria e del 30% per il concorso ordinario.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha dichiarato: “Abbiamo chiesto all’Amministrazione una particolare valorizzazione dell’esperienza acquisita con l’insegnamento: molti dei colleghi hanno oltre vent’anni di servizio alle spalle e non è accettabile che il servizio svolto non sia adeguatamente valorizzato”. La segretaria generale Daniela Rosano ha aggiunto che hanno anche sollecitato una revisione delle tabelle titoli, considerando la formazione molto specifica dei colleghi.

L’impegno di Anief per la tutela dei precari storici nella procedura concorsuale straordinaria sottolinea la necessità di riconoscere l’esperienza e la professionalità di coloro che hanno dedicato anni al servizio dell’istruzione religiosa cattolica nelle scuole. L’attesa per il bando del 2024 rappresenta una nuova opportunità per i docenti di religione e un passo importante verso una maggiore stabilità nel settore.

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