Ancora una volta, migliaia di docenti supplenti brevi, cioè coloro che hanno accettato supplenze non annuali o fino al termine delle lezioni, si trovano senza stipendio da settembre. Questa situazione, che si ripete da anni, è stata definita dai sindacati come “inaccettabile”, “vergognosa” e “incresciosa”.

 

Nonostante l’importante ruolo che svolgono nelle aule ogni giorno, questi docenti non hanno ricevuto lo stipendio del primo mese di scuola né quelli di ottobre, novembre e delle ultime settimane. La causa di questo ritardo è da attribuire ai garbugli burocratici che caratterizzano il sistema di pagamento dei supplenti brevi.

Il problema burocratico

La complessità della burocrazia è al centro del problema. Per ogni supplenza, la scuola inserisce i contratti di lavoro sulla piattaforma Sidi del ministero dell’Istruzione. Queste informazioni arrivano a NoiPA, che effettua tramite il ministero dell’Economia e delle Finanze il calcolo delle competenze per ogni singola rata di pagamento da autorizzare. Se tutto va liscio e le risorse ci sono, la segreteria della scuola autorizza il pagamento della rata. Tuttavia, l’autorizzazione può essere revocata a causa di una variazione del rapporto di lavoro, rallentando tutto il processo.

La reazione dei sindacati

I sindacati hanno espresso la loro amarezza per questa situazione. Gianna Fracassi, segretaria nazionale della Flc Cgil, ha sottolineato l’importanza di cambiare il sistema di pagamento per garantire la regolarità della corresponsione delle liquidazioni mensili. Ha inoltre evidenziato come sia inaccettabile che non si paghino tempestivamente le persone che lavorano.

Anche Giuseppe D’Aprile, numero uno della Uil Scuola, ha criticato il Ministero dell’Istruzione e del merito, definendolo come il peggior datore di lavoro per non riuscire a garantire una puntuale e legittima retribuzione.

Una possibile soluzione

Nonostante la situazione attuale, sembra che ci sia una luce in fondo al tunnel. Fonti certe informano che l’erogazione da parte del Mef avverrà nei prossimi giorni e che entro la fine del mese il personale scolastico si vedrà accreditati tutti i soldi, arretrati compresi.

Inoltre, il ministro Valditara ha lasciato intendere che potrebbe essere in arrivo una soluzione ai ritardi nei pagamenti. Il piano per sburocratizzare la scuola potrebbe includere una semplificazione delle procedure di pagamento, lavorando in sinergia con il Ministero dell’economia e delle finanze per ridurre le procedure gestite dalle segreterie scolastiche, centralizzandole e automatizzandole.

Nonostante queste possibili soluzioni, resta l’amarezza e la frustrazione per una situazione che si ripete da anni e che mette in difficoltà migliaia di docenti supplenti brevi.

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