Le tradizioni, gli usi e i costumi di una comunità rappresentano un patrimonio culturale di inestimabile valore. Sono gli elementi che plasmano l’identità di un popolo e contribuiscono a creare un legame tra passato e presente. Sull’importanza di questi valori nasce e si compone l’ultima opera letteraria di Davide Morgera con la prefazione di Pietro Treccagnoli edito da Carena editore, “Cronache di gente felice. Taccuino qualianese”.

L’opera è un viaggio attraverso le pagine di un libro in cui le tradizioni, i valori e le radici culturali prendono vita. Le vicende di personaggi indimenticabili, incorniciate nella tradizione popolare di Qualiano, conducono il lettore in un mondo antico e affascinante, dove la passione per le proprie radici risplende con orgoglio e si tramanda di generazione in generazione.

“Cronache di gente felice” è un caleidoscopio di ricordi legati ad un’infanzia e ad una adolescenza spensierata e gioiosa, alle tradizioni, agli amori, ai personaggi ‘curiosi’ del luogo, agli amici di scuola, a tutto quello che oggi sta scomparendo (i piccoli esercizi commerciali, le feste di paese, il quartiere visto come ‘famiglia allargata’) o che è già svanito (il bar che diventava ritrovo di ‘tipi’, il cinema come passatempo, il postino che si conosceva a menadito, il giornalino che fungeva da palestra del mestiere). In tutti i casi, qualcosa ancora resta ed altro muta lungo lo scorrere del tempo. Si pensi, ad esempio, ai soprannomi, al rito dei fujenti, a qualche traccia di storia, spesso beffeggiata, ai bei rapporti umani ma anche ad una società contaminata da fattori esterni. “Cronache” è una riflessione sull’età dell’oro della vita paesana, di quando tutto era genuino e senza photoshop, di quando le famiglie entrarono nel boom economico per non uscirne più, delle lunghe estati al mare e della agognata spensieratezza. E forse lascia un po’ di amaro in bocca, chissà.

Davide Morgera, segno zodiacale Scorpione, nasce a Napoli nel 1962 ma da sempre vive a Qualiano. Docente di Lingua e Letteratura Inglese al Liceo scientifico ‘Cartesio’ e giornalista freelance, ha avuto e continua ad avere molteplici interessi che vanno dalla musica allo sport, dalla storia al collezionismo di memorabilia, dal teatro ai fumetti. Il suo è, infatti, una sorta di ‘universo parallelo’ dove continua a viaggiare con una macchina del tempo raccontando storie che tira fuori dal suo personale cassetto dei ricordi. Ha scritto diversi testi, molti dei quali dedicati alla sua squadra del cuore, il Napoli (“Volevo essere Sergio Clerici”, finalista al concorso letterario del Coni nel 2003, è uno di questi), alla storia e alle tradizioni locali (“Qualiano scrigni e memorie” nel 2011) ma si è anche cimentato con lavori più legati alla narrazione (“Come tutti i granelli di sabbia” nel 2008).

Carena, grazie al lavoro di promozione della cultura del territorio, cerca di creare un ponte tra le generazioni, promuovendo la trasmissione delle conoscenze, delle buone pratiche e delle tradizioni locali.

Attraverso il progetto editoriale, Carena si impegna a sensibilizzare la comunità sull’importanza della conservazione e della valorizzazione del patrimonio culturale locale, sottolineando il ruolo che esso riveste nella costruzione dell’identità collettiva e nella promozione del turismo culturale.

L’autore invita alla partecipazione della prima presentazione dell’opera, domenica 17 dicembre alle ore 11 presso il Palazzo della Cultura, via Roma, Qualiano (NA).

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